Si fa più certa un’idea di pace condivisa tra Russia e Ucraina con la grande mediazione degli Usa e secondo le ultime notizie in ambito diplomatico a breve i due Paesi si ritroveranno al Tavolo delle trattative a Minsk in Bielorussia. E mentre gli attacchi russi su Kiev e parte dell’Ucraina continuano a piovere incontrastati, gli ultimi avvenuti stanotte che hanno interessato parecchie aree del martoriato Paese ancora teatro di guerra, abbiamo analizzato i punti di questa road map verso la pace che assomiglia in parte al Piano attuato dagli Usa a Gaza ma che ha anche un grande altro attore che dovrà rovesciare le sue prerogative di immobilismo: il nostro Vecchio Continente europeo. Su questo e altro abbiamo sentito: Pejman Abdolmohammadi, Professore di Relazioni Internazionali del Medio Oriente e Visiting Professor alla Berkeley University.
Il Piano di Pace per l’Ucraina è simile a quello attuato da Trump a Gaza? In che termini?
Il Piano di Pace per l’Ucraina è solo in parte simile a quello di Gaza. Sicuramente rientra nel nuovo paradigma Trump, nel senso che la pace e la stabilizzazione del Medioriente e dell’Europa orientale fanno parte di un progetto ed una strategia americana che è disposta a concedere l’Europa orientale alla Russia affinché possa in modo più forte avere pace e stabilità in Medioriente tutto questo in chiave anti Cina.
Che scenario si aprirà ora sul fronte Russo? Putin non ha dato ancora risposte ed è calato il gelo a quanto pare
Putin si trova in una condizione assolutamente particolare, da un lato è pienamente indebolito a livello economico ma da un altro ha sicuramente molte possibilità di sfruttare l’apertura di Donald Trump. Un’apertura che non è stata assoluta, ricordiamoci la grande mossa di Trump che è stata quella di aprire verso il cosiddetto “global liberismo” avvicinandosi al mondo di Tony Blair e al mondo di Kushner quindi al mondo di New York City e in qualche modo avendo il loro appoggio insieme ad un appoggio parziale di Erdogan. Ora l’obbiettivo sarebbe quello di riuscire a dare vita al piano di pace di Gaza. E questo ha dato un grande segnale a Putin che se non gioca la partita di Washington si troverebbe in difficoltà. Oggi dobbiamo vedere se il grande baratto con la Russia si farà o no. Se si farà vorrà dire che la Russia avrà un favore importante sulla parte ucraina, ma dall’altra parte dovrà non solo mollare tutta la Siria ma dovrà lasciare anche il Venezuela e l’Iran. Questa è la grande partita.
L’Europa secondo l’accordo di pace stilato da Trump accuserà il colpo o ne uscirà vincitrice?
L’Europa non è un attore internazionale rilevante in questo momento, il fatto che accusi o no il colpo non giocherà un ruolo molto importante sullo scacchiere internazionale. Sicuramente il piano Trump contribuirà sempre di più ad emarginare quella che è la vecchia Unione Europea dando più spazio ad una nuova idea di Europa guidata anche dall’Italia e dalla Germania che stanno superando i limiti di un Vecchio Continente obsoleto che ha lavorato male nella politica estera con grande imbarazzo istituzionale su più fronti. E questo richiede un’urgente ristrutturazione tecnica e strutturale alla base.



