Sale la tensione sul fronte sicurezza e anche l’Italia a quanto pare si attrezza per arginare quanto possibile ogni tipo di emergenza internazionale ed europea. E’ di ieri la dichiarazione del ministro della Difesa italiana Guido Crosetto che ha annunciato l’intenzione di presentare una proposta legislativa per reintrodurre il servizio militare in Italia. L’annuncio, è stato fatto a Parigi durante un incontro con l’omologa francese Catherine Vautrin, e riapre un dibattito che torna ciclicamente nel nostro Paese ma che, stavolta, sembra accompagnarsi a una determinazione istituzionale concreta e ormai decisiva. In sostanza la proposta del Ministro è quella di avere una una riserva militare ausiliare pronta a entrare in azione in caso di necessità. Una scelta pesante e soprattutto chiacchieratissima al momento presente come scelta ormai chiara per quanto riguarda i paesi non europei la Germania in primis ha fatto da apripista. Ma vediamo nello specifico in che cosa consisterebbe reintrodurre in Italia un nuovo servizio militare. E soprattutto sarà simile a quello recentemente fatto in Francia e in Germania? “Se lo deciderà il Parlamento sì”, ha dichiarato Crosetto rispondendo alla stampa. Una risposta cauta ma inequivocabile: la decisione finale comunque spetta alle Camere, ma il governo intende perseguire questa strada con un’azione legislativa formale ha fatto sapere il ministro della difesa italiano a margine dell’incontro parigino. Crosetto ha poi aggiunto che pensa di proporre la sua istanza, prima in Consiglio dei ministri e poi in Parlamento, una bozza di disegno di legge da discutere che garantisca la difesa del Paese nei prossimi anni e che non parlerà soltanto di numero di militari ma proprio di organizzazione e di regole. Uno schema in realtà non molto diverso da quello attuato in Germania che prevede una una scelta di base volontaria. In sostanza quello che Crosetto ha intenzione di portare in Parlamento sulla base di scenari internazionali e geopolitici compromessi è una proposta che mira ad istituire una riserva militare ausiliare dello Stato anche nel nostro Paese, finalizzata ad aumentare il numero delle attuali forze armate almeno di diecimila unità, attraverso un servizio di leva su base volontaria pronto ad entrare in azione in caso di ogni eventuale emergenza e necessità.



