L’Aquila Capitale Cultura 2026, presentato il programma ufficiale: identità, territori e oltre 300 eventi in 300 giorni | Video

mercoledì, 3 Dicembre 2025
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L’Aquila ha presentato oggi, nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, il programma ufficiale di Capitale italiana della Cultura 2026: un anno di oltre 300 eventi in 300 giorni, distribuiti tra arte, musica, teatro, cinema, danza, partecipazione e ricerca. Un progetto che si propone come modello culturale policentrico, capace di coinvolgere le città medie e le aree interne dell’Appennino, e che prenderà ufficialmente il via il prossimo 17 gennaio.

Alla conferenza hanno preso parte il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il coordinatore scientifico Pier Luigi Sacco, il direttore del dossier Alessandro Crociata, il sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi e i rappresentanti dei comitati istituzionali e privati che sostengono il progetto.

Aquila capitale cultura 2026, le parol alla conferenza

 

Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha definito il 2026 “l’occasione per mostrare all’Italia e all’Europa una città che oggi si presenta come laboratorio vivo di rigenerazione culturale, luogo di incontro, dialogo e innovazione”.

Marsilio ha sottolineato come L’Aquila stia vivendo la fase storica in cui la ricostruzione materiale si unisce alla nascita di un ecosistema culturale nuovo: “La città, con il patrimonio recuperato e le nuove progettualità, mostra di avere non solo memoria ma anche futuro: un futuro fondato sulla bellezza, la conoscenza e la partecipazione delle comunità.”

Per il presidente, la cultura è un fattore decisivo nel percorso di rinascita: “L’Aquila ha dimostrato che la cultura non è un ornamento, ma un motore decisivo, capace di ricomporre il tessuto sociale, di restituirle identità e fiducia.”

Marsilio ha rivendicato il ruolo strategico della Regione: “Il nostro impegno consiste nell’assicurare un coordinamento efficace, una visione strategica che garantiscano la piena integrazione degli investimenti.” E ha infine affermato: “Capitale Italiana della Cultura non è solo un riconoscimento: è una responsabilità, è un impegno verso il Paese e verso le future generazioni.”

 

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha illustrato l’idea guida del dossier vincitore, riassunta nello slogan “Un territorio, mille capitali”. “Non una città, ma un territorio. Non una capitale, ma mille capitali: luoghi, istituzioni, paesi e – soprattutto – mille capitali umani. La nostra forza è la coralità di una comunità ampia, policentrica e in evoluzione”, ha dichiarato.

Biondi ha ricordato che il percorso di candidatura è stato costruito insieme al Comune di Rieti e alle aree colpite dai sismi del 2009 e 2016, configurando un modello culturale diffuso che punta a valorizzare i territori dell’Appennino centrale.

Sui numeri, ha annunciato un investimento di oltre 16 milioni di euro per il solo 2026, tra programmazione culturale, esposizioni, produzioni, attività diffuse e rigenerazione urbana. Un impegno che, per il sindaco, rappresenta “una volontà politica chiara: affiancare alla ricostruzione materiale una strategia culturale strutturale, capace di generare futuro.”

Giuli: “L’Aquila è capitale della cultura da molto tempo”

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha aperto il suo intervento con un riferimento al momento dell’annuncio della vittoria: “Avete ascoltato la voce del mio predecessore che annunciava l’apertura della busta, vi assicuro che in un anno abbondante al Ministero della Cultura quello è un momento davvero emozionante, a volte genera anche dei raptus canori. (L’aquila Lucio Battisti – ve lo risparmio).”

Giuli ha sottolineato l’importanza del processo di selezione: “La scelta di una città capitale è frutto di una selezione rigorosissima, c’è una partecipazione emotiva rigorosissima da parte del Ministero, da parte di una commissione la cui scelta è accurata.”

Poi l’affondo più politico: “Nel caso dell’Aquila è evidente che il mio cuore batteva. Quando viene conferito un titolo molto importante significa che si trasforma un dato di fatto in stato di diritto, in termini più semplici L’Aquila è capitale della cultura da molto tempo.”

Il ministro ha definito l’identità appenninica un elemento decisivo: “La nostra civiltà appenninica ha in Rieti un … essenziale. Sono già offerta viva del tessuto culturale italiano.”

E ha riconosciuto alla comunità aquilana la capacità di convertire il trauma in energia creativa: “Quando queste attività sono radicate in un tessuto sociale che ha saputo trasformare un trauma così grande in una forza propulsiva, riuscendo a trasformare ferite e cicatrici in forza e progetti.”

Giuli ha concluso definendo la città “avanguardia di una buona amministrazione”: “La missione del Mic è quella di promuovere, garantire la valorizzazione di una identità plurale che trova una vetrina speciale nell’Aquila, che è effettivamente l’avanguardia di una buona amministrazione, perché senza buone amministrazioni non si hanno riconoscimenti anche se il tessuto sociale è prospero.”

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