COMUNICATO STAMPA
Roma, 30 dicembre 2025 – Un nuovo episodio di violenza si è verificato nelle prime ore di oggi all’interno dell’Istituto Penale per Minorenni dell’Aquila, dove un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria è stato aggredito durante il servizio.
Secondo le prime informazioni raccolte, l’episodio sarebbe riconducibile agli stessi soggetti che, solo pochi giorni fa, si erano resi protagonisti di un’aggressione nei confronti di altri tre agenti, sempre all’interno del medesimo istituto. Si tratterebbe di due detenuti di nazionalità egiziana, già noti per comportamenti estremamente violenti e difficili da contenere.
L’agente colpito, pur avendo riportato evidenti segni di violenza – tra cui lividi al collo certificati da referto medico – non ha ancora ricevuto una prognosi ufficiale. La dinamica dell’accaduto lascia tuttavia intendere un livello di aggressività particolarmente grave.
Ulteriori indiscrezioni riferiscono inoltre di gravi danni strutturali causati dagli stessi detenuti, che avrebbero divelto un cancello blindato utilizzando un biliardino, compromettendo l’accesso ai cortili destinati alla passeggiata.
L’IPM dell’Aquila, riaperto da poco tempo, si trova già in una condizione di forte criticità. Il personale in servizio, numericamente insufficiente, è costretto a turnazioni massacranti, che arrivano fino a dodici ore consecutive, in un contesto operativo sempre più difficile e rischioso. Una situazione che appare insostenibile e che evidenzia come l’istituto sia partito senza le necessarie garanzie organizzative e di sicurezza.
Prima ancora di poter valutare l’andamento amministrativo e rieducativo della struttura, il quadro che emerge è quello di un sistema in affanno, che rischia di tradire la propria funzione primaria. Il timore è che, in assenza di interventi immediati, gli istituti penali per minorenni – e quello dell’Aquila in particolare – possano trasformarsi da luoghi di recupero a contesti che alimentano ulteriormente la devianza.
Alla luce di quanto accaduto, il CNPP-SPP ribadisce la necessità di misure urgenti: incremento delle risorse, rafforzamento degli organici, trasferimento immediato dei detenuti più violenti e rimpatrio dei soggetti extracomunitari responsabili di gravi episodi di aggressione.
«Dopo l’ennesimo atto di violenza – dichiarano i segretari nazionali della Federazione Sindacale CNPP-SPP, Mauro Nardella e Giuseppe Merola – non è più possibile tollerare questa situazione. È arrivato il momento di intervenire con decisione per tutelare il personale e ristabilire condizioni minime di sicurezza e legalità».



