Né corruzione né riciclaggio: i pm archiviano la compravendita della villa di Alberoni da parte dei familiari di La Russa e Santanchè

mercoledì, 3 Dicembre 2025
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Archiviazione (o quasi) per la compravendita della villa in Versilia del sociologo Francesco Alberoni, acquistata da Dimitri Kunz D’Asburgo, compagno di Daniela Santanchè, e da Laura De Cicco, moglie del presidente del Senato Ignazio La Russa per 2,45 milioni e rivenduta a gennaio 2023 alla società Springstar Srl dell’imprenditore Antonio Rapisarda per 3,45 milioni con una plusvalenza di un milione tondo tondo. La Procura di Milano ha chiesto il “nulla di fatto”, ma ora la parola spetta al gip.

L’inchiesta, in cui è indagato solo Rapisarda, è coordinata dai pm Martina Gravina e Luigi Luzi, del pool guidato dall’aggiunto Roberto Pellicano, ed è stata aperta in seguito a una Sos, ossia una “Segnalazione di operazione sospetta” dell’Antiriciclaggio di Bankitalia per via del maxiaffare che ha fruttato un milione di euro. Una vicenda su cui il nucleo di Polizia economico-finanziaria della Gdf ha effettuato accertamenti su una serie di ipotesi, tra cui il riciclaggio e il finanziamento illecito ai partiti, a cui non sono stati trovati i riscontri. Nel marzo del 2024 la Procura aveva conferito alla Guardia di finanza una delega di indagine con l’ipotesi di riciclaggio sui flussi di denaro legati alla compravendita, ma anche le successive ipotesi su quella plusvalenza (dalla corruzione al finanziamento illecito ai partiti) non hanno portato elementi utili all’accusa per chiedere il processo. 

La villa di Forte dei Marmi è stata acquistata da Kunz e Laura De Cicco, con un preliminare di vendita del 22 luglio 2022, per 2 milioni e 450 mila euro, cifra ritenuta congrua per un immobile di 350 metri quadrati su tre livelli con giardino e piscina e che necessitava di lavori di manutenzione. Ma il gennaio successivo, il compagno della ministra del Turismo e la moglie della seconda carica più alta dello Stato hanno rivenduto l’immobile in meno di un’ora dal primo rogito all’imprenditore Antonio Rapisarda per 3 milioni e 450 mila euro. Una plusvalenza di un milione in pochissimo tempo su cui si sono focalizzate le indagini che hanno portato ad appurare che il denaro è stato usato per scopi personali. Indagini che non hanno poi restituito alcuna evidenza tale da poter essere inquadrata in un reato. Per questo è stata proposta l’archiviazione dai due pm che si stanno occupando del “pacchetto” di procedimenti che riguardano Daniela Santanchè. La senatrice, in merito a Visibilia, è tra gli imputati per falso in bilancio e per truffa aggravata per la vicenda della Cassa integrazione a zero ore chiesta e ottenuta durante il Covid. Mentre si sta attendendo il deposito della relazione del curatore che riguarda il fallimento di Bioera.

Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, primo a divulgare la notizia, non è stato ravvisato il finanziamento illecito a Fratelli d’Italia, perché il milione di euro di plusvalenza guadagnato in un’ora dalla moglie del presidente del Senato Ignazio La Russa e dal compagno della ministra del Turismo Daniela Santanché, comprando e subito rivendendo l’immobile, opzionato nei mesi precedenti in due preliminari di vendita al tandem politico contemporanei al preliminare di acquisto da parte dell’imprenditore Francesco Rapisarda, non è andato a finire al partito, ma è stato utilizzato per spese personali dai due politici.

La Procura, sempre secondo l’articolo del Corriere, non ha potuto ipotizzare nemmeno la corruzione, perché, anche nell’ipotesi che il prezzo di acquisto fosse stato appositamente sovrastimato per regalare in sostanza un milione ai politici, non ha trovato alcun sospetto possibile contraccambio: neanche la nomina del genero dello scomparso Alberoni a direttore generale del Consorzio della Villa Reale e del Parco di Monza, nomina fatta da un sindaco peraltro del Pd a un professore con le carte in regola e senza anomalie rispetto alle altre candidature.

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