Più libri più liberi, contestazioni per “Passaggio al Bosco”: “Sono fascisti”. Le interviste | Video

giovedì, 4 Dicembre 2025
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L’edizione 2025 di Più libri più liberi si è aperta alla Nuvola dell’Eur con il consueto entusiasmo del pubblico e, allo stesso tempo, con un clima carico di tensioni. Fin dal mattino, circa diecimila studenti arrivati da tutta Italia e dall’estero hanno invaso gli spazi del centro congressi progettato da Massimiliano Fuksas, incontrando i 604 editori presenti e partecipando agli eventi dedicati. L’inaugurazione ufficiale si è svolta alla presenza di Simona Renata Baldassarre, assessora alla Cultura della Regione Lazio, di Paola Passarelli del Mic, di Maurizio Forte di ICE Agenzia, di Claudio Carserà di Eur Spa e dei vertici dell’Associazione Italiana Editori, tra cui il presidente Innocenzo Cipolletta, la presidente di Più Libri Più Liberi Annamaria Malato.

Ma l’apertura non è stata solo una festa dell’editoria indipendente. Al centro delle attenzioni – e delle polemiche – c’è lo stand della casa editrice Passaggio al Bosco, già accusata di diffondere contenuti di matrice neofascista e neonazista, una presenza che ha portato Zerocalcare a rinunciare alla sua partecipazione e ha riacceso il dibattito sul confine tra libertà di espressione, responsabilità culturale e rispetto dei valori costituzionali.

Passaggio al Bosco, Più libri più liberi chiarisce: “No alla censura. La fiera è un luogo di idee”

Il presidente dell’AIE, Innocenzo Cipolletta, ha affrontato il tema fin dal suo intervento inaugurale. “Siamo una fiera di cultura e idee, ed era inevitabile che arrivassero anche delle polemiche”, ha detto, ricordando la lettera di protesta firmata da circa ottanta autori che chiedevano l’esclusione di Passaggio al Bosco.

La posizione dell’associazione rimane però netta: nessuna espulsione e nessuna forma di censura. “Eventuali reati sono materia della magistratura. Il giudizio sui libri spetta ai lettori, non agli organizzatori”, ha ribadito. Cipolletta ha ricordato anche come l’AIE sia intervenuta in passato contro altri episodi considerati lesivi della libertà di espressione, come i casi di Antonio Scurati e Roberto Saviano. Difendere la libertà di parola, ha sottolineato, “significa farlo sempre, anche quando le idee non ci appartengono”.

 

Sulla stessa linea si è espressa Annamaria Malato, presidente della fiera, che ha definito la questione “complessa” e ha invitato a riportare il dibattito sul ruolo reale di Più libri più liberi. “Boicottare una fiera non combatte il fascismo”, ha detto, spiegando che esiste un codice di autoregolamentazione firmato da tutti gli espositori e che eventuali violazioni devono essere valutate dagli organi competenti.

Malato ha rivendicato la propria storia “improntata all’antifascismo”, ma ha insistito sulla necessità di difendere anche i valori della libertà. Il contenuto dei testi contestati “pesa moltissimo”, ha ammesso, ma la via non può essere quella della chiusura o dell’intransigenza: “Chiedo più dialogo, più ascolto e meno rigidità”.

Raimo: “Non è censura. Qui si parla di regole democratiche”

Di segno opposto la posizione dello scrittore Christian Raimo, tra i firmatari della lettera di protesta contro la presenza di Passaggio al Bosco. Per lui, il tema non è la censura, ma la tutela del patto democratico. “Si sta parlando di un editore che pubblica libri che sembrano propaganda nazista”, ha detto. “Io posso leggere Mein Kampf, ma in un’edizione critica. È un’altra cosa entrare qui e vedere distribuiti volantini su milizie nere.”

Raimo dice di condividere la scelta di Zerocalcare di non partecipare: “I suoi paletti, giustissimi, sono di non sedersi accanto ai nazisti. I miei sono di sedermi accanto ai nazisti e dire: voi vi alzate, io resto qui. Sono due forme di antifascismo che vanno nella stessa direzione”.

Lo scrittore ha poi commentato l’assenza del Comune di Roma all’inaugurazione, definendola una presa di posizione politica precisa: “Ognuno difende le sue idee. Per fortuna Gualtieri pensa che il patto costituzionale vada difeso. Evidentemente Giuli ha idee più lasche su questo. Non conosco le ragioni del ministro Giuli, quindi non posso giudicare, ma la scelta del Campidoglio è chiara”.

La contestazione al banco di Passaggio al Bosco

Le polemiche si sono tradotte anche in proteste dirette davanti allo stand della casa editrice. Un gruppo di studentesse del Liceo Caravaggio si è fermato davanti ai titoli esposti, chiedendo ai ragazzi del banco: “Voi siete d’accordo con questo libro?”, indicando alcuni volumi su Charlie Kirk e sul ruolo delle donne descritti in Radiografia del femminismo.

“Questo libro non l’ho letto”, ha risposto uno degli espositori, dando il via a un confronto acceso. Le ragazze, intercettate dai cronisti, hanno motivato così la loro protesta: “Non siamo d’accordo con nulla di ciò che pubblicano. Né con la loro idea del ruolo della donna. Ci sono testi neonazisti o che parlano di Kirk, che certo non era un eroe della patria. Siamo d’accordo con Zerocalcare, che non è venuto”.

Accanto alla contestazione, però, lo stand non smette di attirare visitatori: alcuni curiosi sfogliano i libri, come il segretario generale dell’UGL Francesco Paolo Capone, altri scattano selfie con i ragazzi del banco, altri ancora acquistano i volumi. “Sono qui e ho comprato questi libri perché voglio leggerli”, ha spiegato un visitatore, mostrando la busta con gli acquisti.

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