Antonio Tajani prova a ricompattare Forza Italia dopo giorni segnati da tensioni e interrogativi sulla leadership del partito, esplosi anche alla luce delle recenti parole di Pier Silvio Berlusconi sulla necessità di “nuove facce” e di un rinnovamento della classe dirigente. Dichiarazioni che, insieme alla presenza annunciata del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto al convegno in programma domani a Roma, hanno alimentato il dibattito interno e aperto una vera e propria crisi politica dentro il partito azzurro.
Tajani risponde su Occhiuto e blinda la sua leadership
A margine della cerimonia di consegna del Premio Sacharov, presso “Esperienza Europa – David Sassoli”, rispondendo a una domanda di Lo Speciale, il segretario di Forza Italia e ministro degli Esteri ha però respinto con decisione l’idea di correnti e regolamenti di conti interni. “Non credo ci siano correnti in Forza Italia, non ci sono mai state”, ha affermato Tajani, soffermandosi proprio sull’appuntamento romano che vedrà la partecipazione di Occhiuto. “Domani quello con Roberto Occhiuto è un evento organizzato da un’agenzia alla quale partecipa il presidente della Regione Calabria e fa bene, io sono sempre favorevole quando si parla, si discute e ci si confronta, i partiti sono un luogo di democrazia e di confronto”.
Parole che arrivano nel momento più delicato per la leadership azzurra, dopo che l’intervento di Pier Silvio Berlusconi sul futuro del partito e sulla necessità di rinnovamento ha riacceso il confronto interno, facendo emergere sensibilità diverse e ambizioni personali. Tajani, però, rivendica il percorso congressuale come unico strumento legittimo per decidere linea politica e classe dirigente. “Sono assolutamente favorevole al confronto democratico e poi sono gli iscritti che decidono qual è la linea giusta da seguire”, ha sottolineato. “Io ho voluto essere eletto segretario e ho voluto avere un congresso che mi eleggesse perché ci fosse una legittimazione da parte dei nostri iscritti, non ci devono essere imposizioni dall’alto, quindi è giusto confrontarsi ed è giusto che ci siano dibattiti”.
Il leader azzurro ha poi richiamato il calendario dei prossimi appuntamenti interni, fino al congresso nazionale previsto all’inizio del 2027, ribadendo che ogni scelta dovrà passare dal voto degli iscritti. “La classe dirigente deve essere scelta dagli iscritti, non devono esserci imposizioni dall’alto. Quindi è giusto confrontarsi, è giusto che ci siano dibattiti, ognuno con la propria idea”.
Infine, l’affondo contro il rischio di correnti organizzate, considerate un pericolo per la tenuta del partito. “Il nostro è un partito aperto, democratico, ci sono i congressi, è il partito più libero e democratico che esista, quindi le correnti non ci sono, anche perché ha ragione don Sturzo, le correnti sono il cancro che distrugge il partito. Assolutamente libertà di dialogo, di confronto, ci saranno i congressi regionali, poi ci sarà il congresso nazionale e se qualcuno si vuole candidare è libero di farlo. Ci confronteremo e vedremo a chi toccherà guidare Forza Italia in campagna elettorale per le prossime politiche”, ha concluso il ministro.
La chiusura è un messaggio diretto a chi, alla luce delle parole di Pier Silvio Berlusconi e del fermento attorno a figure come Occhiuto, guarda già al futuro della leadership. Tajani non intende farsi da parte prima del congresso 2027, sempre che lo stesso ad di Fininvest non scelga di ripercorrere le orme paterne e scombinare non solo i suoi piani ma anche quelli di Salvini e Meloni.



