Occhiuto a Tajani: “Non è nuova corrente ma una scossa necessaria. Marina Berlusconi? Ci sentiamo” | Video

mercoledì, 17 Dicembre 2025
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Un bagno di folla fuori scala, una partecipazione che ha riportato Palazzo Grazioli ai tempi delle grandi adunate azzurre. L’evento “In Libertà”, voluto e organizzato dal presidente della Calabria Roberto Occhiuto insieme all’agenzia di Andrea Ruggeri, ha trasformato lo storico quartier generale berlusconiano in un crocevia politico dove passato e futuro di Forza Italia si sono incrociati sotto lo stesso tetto.

Sale gremite, corridoi affollati, applausi continui. Tra i presenti spiccavano nomi di peso del centrodestra e del primo berlusconismo: Alessandro Cattaneo, Licia Ronzulli, Giorgio Mulè, Claudio Lotito, insieme a molti altri volti storici e dirigenti che hanno segnato la stagione fondativa del partito. Una platea che da sola racconta il peso politico dell’iniziativa e il messaggio che Occhiuto ha voluto lanciare.

Occhiuto i pensieri liberali sul futuro di Forza Italia e il messaggio a Tajani

A margine dell’incontro, parlando con i cronisti, il presidente della Regione Calabria è tornato anche sul motivo per cui nel suo intervento non aveva citato Antonio Tajani, chiarendo la sua posizione senza giri di parole.

“Io non ho difficoltà a nominarlo perché nei confronti di Tajani ho un sentimento di grande riconoscenza, come tutti quelli che stanno in Forza Italia, perché Tajani ha consentito a Forza Italia di sopravvivere quando nessuno ci avrebbe scommesso”.

Occhiuto ha però sottolineato la necessità di una riflessione più ampia sul futuro del partito. “Tajani insieme a me e ad altri dirigenti ha assunto l’impegno collettivo di portare questo partito al 20%. Mi pare che questo non stia ancora accadendo, non per responsabilità di Tajani. Forse c’è necessità che ciascuno di noi si assuma qualche responsabilità ulteriore, dando un contributo di innovazione e di idee”.

Il cuore politico dell’iniziativa, ha spiegato ai cronisti, sta tutto in una parola: scossa. Non una corrente, non una manovra di palazzo. “Non è una corrente, è una scossa, un elettroshock salutare. Non è una corrente polverosa come quelle che resistono solo nel più masochista dei partiti italiani”.

Da qui la scelta di coinvolgere mondi esterni alla politica tradizionale. “Ho voluto chiamare imprenditori importanti che ci hanno raccontato la loro esperienza e la loro visione del Paese. L’auspicio è che questo stimolo possa costituire non una corrente ma una scossa”.

Una scossa che, nelle intenzioni di Occhiuto, deve partire dai contenuti. “Mi piacerebbe vincere sui contenuti. Aprire una discussione sui diritti civili, sull’inclusione, avendo il coraggio di dire che quelli che vengono in Italia per delinquere devono essere mandati via, tolleranza zero. Ma a noi manca un modello di inclusione per quelli che invece potrebbero venire in Italia per offrire manodopera alle nostre imprese”.

Tra le idee messe sul tavolo, sempre rispondendo alle domande dei cronisti, anche la possibilità di sperimentare nuovi strumenti per l’ingresso regolare dei lavoratori. “Sto pensando di farlo per mio conto, aprendo delle propaggini dei centri per l’impiego nei Paesi che si affacciano sulla sponda sud del Mediterraneo”.

Nessuna fuga in avanti sul congresso, che “non è all’ordine del giorno”, e nessuna operazione di rottamazione. “Tajani ha svolto una funzione straordinaria e tutti gliene siamo riconoscenti. Io vorrei utilizzare la mia esperienza e il coraggio che ho dimostrato in altre occasioni per aiutare Tajani e Forza Italia a intestarsi questa battaglia”.

Nel suo ragionamento c’è anche una lettura chiara degli equilibri del centrodestra. “Il centrodestra ha una grande fortuna che si chiama Giorgia Meloni, il premier più autorevole d’Europa. Ma non può fare tutto lei. Sarebbe utile che gli altri partiti, soprattutto quelli con una vocazione più liberale come Forza Italia, si intestassero battaglie liberali che solo Forza Italia può intestarsi”.

 

Un passaggio anche sui temi internazionali e sulla cittadinanza. “Sul tema della cittadinanza bisogna mettere mano a una riforma più organica. Il tema dello Ius soli non esaurisce il tema dei diritti. Serve un modello di inclusione che consenta al nostro Paese di contrastare l’inverno demografico”. Sull’Ucraina, invece, linea netta: “Bisogna continuare così come il governo e come Giorgia Meloni stanno facendo, dimostrando che l’Italia è un Paese autorevole che mantiene le proprie posizioni in politica estera”.

Infine, il chiarimento sui rapporti con la famiglia Berlusconi. “Mi sento e mi vedo spesso con Marina Berlusconi, ma questa iniziativa non c’entra nulla con lei. Gliel’ho raccontata, ma la responsabilità di questa iniziativa è esclusivamente mia”.

Palazzo Grazioli, il luogo dove “tutto è cominciato”, torna così a essere il simbolo di un tentativo di rilancio dell’agenda liberale berlusconiana in chiave moderna, davanti a una platea che ha ricordato da vicino i giorni fondativi di Forza Italia.

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