Altalena di intenti sulla strada della pace per l’Ucraina. Mentre gli Stati Uniti di Donald Trump si dicono fiduciosi e speranzosi per una tregua ormai prossima, il Cremlino frena respingendo le richieste di una tregua natalizia. Ma non basta perché il polso degli uomini di Putin è fermo e la Russia almeno per ora chiude alla presenza di truppe Nato in Ucraina e rifiuta qualsiasi tipo di compromesso sul Donbass. Si ritorna purtroppo ad uno stallo che ora come ora non porta a soluzioni proficue ma rimanda gli obbiettivi prefissati dalla road map firmata Donald Trump. Il giorno dopo il vertice di Berlino che aveva alimentato invece speranze di pace e aveva aperto una strada al dialogo, cala il gelo da Mosca. Zelensky annuncia comunque che le proposte negoziate con gli americani saranno finalizzate entro pochi giorni, dopodiché gli Usa le presenteranno al Cremlino.Trump dal canto suo è fiducioso e molto ottimista assicura ndo che si è più vicini che mai alla pace in Ucraina. Zelensky parla di negoziati di pace più intensi e mirati dall’inizio del conflitto. Una piccola speranza sul fronte russo è stata però dettata dal Il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov che non più tardi di ieri ha affermato che si è sulla soglia di un accordo. Ma stando ai contenuti bisogna sicuramente andare cauti ed è difficile capire da dove venga questo ottimismo. Dai territori alla presenza di truppe Nato, per finire all’uso degli asset russi, i nodi da sciogliere sembrano ancora molti. E, prima ancora di ricevere le proposte su quanto concordato a Berlino, il Cremlino mette le mani avanti. La partecipazione dei Paesi europei ai negoziati tra ucraini e americani non nasce sotto una buona stella in termini di risultati che possano essere accettati da Mosca. A tuonare ora con le sue considerazioni tutt’altro che ottimistiche è l’uomo dello zar Dmitry Peskov. Mentre il balletto diplomatico non si arresta c’è molta incertezza sugli eventuali contatti in corso tra Washington e Mosca. Trump ha risposto positivamente alla stampa che gli chiedeva se recentemente avesse parlato con Putin. Ma il Cremlino ha puntualizzato che nessuna conversazione telefonica è avvenuta tra i due presidenti dopo quella dello scorso 16 ottobre. Mosca ha comunque respinto ogni ipotesi di tregua, anche per Natale. Le parole e il pugno duro di Peskov sono molto chiare: ”Vogliamo la pace, non vogliamo una tregua per concedere una pausa all’Ucraina per prepararsi a continuare la guerra”. L’unica certezza al momento sono le agende dei rappresentanti americani e ucraini che torneranno a vedersi probabilmente nel fine settimana, per studiare la questione sulle mappe e la presenza di militari nei territori di guerra.



