Torino, blitz all’alba ad Askatasuna: perquisizioni, scuole chiuse e stop al patto con il Comune

giovedì, 18 Dicembre 2025
2 minuti di lettura

É da questa mattina all’alba che presso il centro sociale Askatasuna situato a Torino, si sta svolgendo un’importante operazione di polizia che sarebbe connessa all’inchiesta sugli assalti alle Ogr, a Leonardo e alla redazione de La Stampa. 

Gli agenti dei reparti mobili si stanno occupando di tenere lontani gli attivisti, radunati davanti lo stabile e, insieme ai carabinieri stanno presidiando il controviale di corso Regina Margherita, che é stato chiuso al traffico. Nel frattempo, gli agenti della Digos sono impegnati in una perquisizione all’interno dello stabile, in corso anche all’interno di abitazioni di militanti.
L’accesso nello stabile é consentito solo a due attivisti alla scortati da avvocati, con la finalità di recuperare gli oggetti smarriti all’interno.
Non appena la polizia é giunta sul posto, erano presenti sei attivisti all’interno di Askatasuna.
La scuola elementare e l’asilo collocati nei pressi del centro sociale, sono stati chiusi temporaneamente per ragioni di ordine pubblico e sicurezza.
Al momento, l’area é presidiata da centinaia di poliziotti, carabinieri oltre al corpo della guardia di finanza e militarizzata per impedire agli attivisti di avvicinarsi.
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha dichiarato che “la Prefettura ha comunicato alla Città l’accertamento della violazione delle prescrizioni relative all’interdizione all’accesso ai locali di corso Regina Margherita 47”, aggiungendo che la situazione “si configura un mancato rispetto delle condizioni del patto di collaborazione che pertanto è cessato, come comunicato ai proponenti”.
Nel dettaglio, il 18 marzo la Giunta comunale di Torino aveva approvato il rinnovo del patto di collaborazione per tramutare il centro sociale Askatasuna in bene comune, accogliendo anche la mozione che ribadiva l’accettazione dei metodi democratici e il rifiuto di qualsiasi forma di violenza e razzismo. La delibera era finalizzata al rinnovo dell’accordo, la cui scadenza é stata il 15 marzo, con un gruppo complessivo di cinque cittadini per la cura e la rigenerazione dell’immobile di proprietà comunale.
L’incarico del progetto sui beni comuni, é stato assunto da parte di un comitato di garanti. La previsione era quella di svolgere attività al piano terra mentre gli altri piano dell’edificio erano stati dichiarati inagibili. Infatti, tra le clausole per il mantenimento del patto, era incluso il divieto di utilizzo dei restanti piani della palazzina. La vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, Augusta Montaruli e Maurizio Marrone, assessore alle Politiche sociali del Piemonte, hanno commentato con soddisfazione: “Ringraziamo il ministro Piantedosi per l’operazione di questa mattina, che conferma che avevamo ragione a chiedere la cancellazione del patto tra Comune di Torino e antagonisti. Con i violenti non si tratta, non si fanno accordi, non si nasconde la testa per fingere di non vedere”. A seguirli a ruota, il ministro per la Pubblica Amministrazione Zangrillo: “Caro sindaco, te l’avevo detto, te l’avevamo detto. Adesso lo sgombero sùbito. Quel già assurdo patto di collaborazione siglato con il Comune è stato un’altra volta apertamente violato”. E ancora, il ministro ha sottolineato: “L’accordo prevedeva un utilizzo limitato e regolamentato degli spazi. La presenza di persone che vi abitavano stabilmente, ben oltre quanto consentito, dimostra che non c’è mai stata la volontà di rispettare le regole. Quando un patto viene tradito, quel patto cessa di avere valore. Non esistono zone franche né scorciatoie ideologiche che giustifichino l’illegalità. Chi occupa spazi pubblici e non rispetta gli accordi presi con le istituzioni non può pretendere indulgenza o coperture politiche. Askatasuna deve essere sgomberato: lo Stato non tratta con chi considera le regole un optional”, ha concluso.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.