La discussione sulla manovra entra nel vivo nell’Aula del Senato, con un confronto che si fa sempre più acceso tra maggioranza e opposizioni. Il governo rivendica una legge di bilancio improntata alla prudenza e alla stabilità, mentre dalle minoranze arrivano accuse di immobilismo, austerità e assenza di una visione per la crescita. Nel corso della giornata, i toni si sono alzati soprattutto sul tema del lavoro, dei conti pubblici e delle prospettive economiche del Paese. Le interviste de Lo Speciale al Senato.
Manovra, maggioranza compatta. Gasparri: “Spese record per Sanità, paese fuori dalla procedura di infrazione”
A difendere con forza l’impianto della manovra è Maurizio Gasparri, che parla di un passaggio decisivo per i conti pubblici italiani. Secondo il senatore di Forza Italia, la legge di bilancio rappresenta una svolta rispetto al passato e punta a riportare il Paese su un sentiero di credibilità europea. “È una manovra che punta a far uscire l’Italia dalla procedura di infrazione. Un risultato storico”, afferma, rivendicando i dati sull’occupazione, la disoccupazione ai minimi e lo spread sotto i 70 punti. Gasparri contrappone l’azione dell’attuale governo alle “devastazioni causate dai grillini e dal PD ai bilanci dello Stato”, sottolineando anche la “spesa record della sanità” e i tagli a Irpef e cuneo fiscale. Durissimo l’affondo contro il segretario della Cgil: “Landini è uno speculatore bugiardo, si augura la miseria e la disoccupazione per le sue manovre politiche”, accusa, sostenendo che la manovra abbia invece come obiettivo centrale la creazione di occupazione.
Sulla stessa linea il ministro Nello Musumeci, che entrando al Senato ai microfoni de Lo Speciale respinge le critiche di una finanziaria improntata ai tagli. Dal governo, spiega, arrivano segnali chiari soprattutto per il Mezzogiorno. “Il Sud sta segnando ovunque crescita e sviluppo in tutti i settori”, dice, leggendo questi dati come la conferma che “le politiche del governo sono state e continuano ad essere assolutamente azzeccate”. Quanto alle accuse delle opposizioni, Musumeci le liquida come prive di sostanza: “Ognuno fa il suo mestiere, altrimenti se restassero in silenzio diventerebbero complici. Non hanno argomenti e continuano a recitare la parte”.
Nel centrodestra, dopo giorni di tensioni e correzioni in Commissione Bilancio, arriva anche il messaggio rassicurante della Lega. Il capogruppo Massimiliano Romeo parla di una fase ormai superata e di un equilibrio ritrovato all’interno della maggioranza. “Risolti tutti i nodi, tutto è bene quel che finisce bene”, afferma, assicurando che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti “gode della piena fiducia di tutta la Lega”. Romeo rivendica il lavoro di mediazione svolto: “Ci si è accorti che c’era una situazione che andava modificata, corretta, alla fine abbiamo rimediato e alla fine conta il risultato”.
Dal fronte della maggioranza, Lucio Malan capogruppo al Senato per FDI rivendica invece il lavoro svolto in Commissione e guarda con fiducia ai prossimi passaggi parlamentari. “Siamo prontissimi”, dice, spiegando che ora resta il voto in Aula e poi l’esame alla Camera. Per Malan la manovra garantisce “sostegno alle famiglie e alle imprese” e soprattutto “la tenuta dei conti”, elemento che a suo giudizio permetterà allo Stato di risparmiare risorse importanti.
Opposizione attacca su austerity
Di segno opposto il giudizio delle opposizioni. Per Stefano Patuanelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle, la manovra è priva di ambizione e colpisce le fasce più deboli. “C’è una mancanza totale di coraggio, non affronta il tema della crescita e fa cassa sui lavoratori e sulle lavoratrici italiane”, denuncia. Secondo Patuanelli manca una strategia industriale e non arrivano risposte sul caro vita. Sul piano politico, l’ex ministro sottolinea il divario tra promesse e realtà, soprattutto sul fronte pensionistico: “Avevano detto che avrebbero abrogato la Fornero e invece allungano tutte le finestre”. E punta il dito contro la gestione della manovra in Commissione: “Una gran confusione, con un governo che prima emenda se stesso, poi ritira e poi chiede responsabilità all’opposizione. Una maggioranza in difficoltà, in crisi”.
Ancora più netto l’attacco di Ettore Licheri, che definisce la legge di bilancio “la manovra più misera degli ultimi dieci anni”. Il senatore M5S richiama le valutazioni degli organismi indipendenti: “È stata criticata da Banca d’Italia, da Istat e dall’Ufficio parlamentare di bilancio”, sottolineando che non avrà effetti sulla crescita. “Il PIL nell’ultimo trimestre ha segnato zero, l’economia italiana è ferma”, afferma, parlando di un ritorno “alla stagione dell’austerity, dei tagli, delle tasse e della crescita zero”.
“Siamo davanti a una norma scandalosa e incostituzionale che rovescia il principio cardine dell’articolo 36 della Costituzione. Il governo Meloni si trasforma in un governo sfruttatore stabilendo per legge che non pagare il giusto i lavoratori è legale. Questo accade per impedire l’applicazione della sentenza di un giudice che ha stabilito che la paga deve essere proporzionata e ha accertato che una retribuzione dev’essere conforme ai principi dell’articolo 36 della Costituzione e che il datore di lavoro deve corrispondere la parte di salario aggiuntiva non versata. È la cancellazione per legge delle tutele costituzionali del lavoro, è la legalizzazione dello sfruttamento”, afferma invece Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, commentando una modifica approvata in commissione al Senato e contenuta nel testo della Manovra in approvazione in Aula.



