Sicurezza, in Groenlandia si rafforza la presenza militare e lo scenario si complica

mercoledì, 14 Gennaio 2026
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Rafforzamento netto della presenza militare sulla Groenlandia. La decisione del ministro degli esteri danese è netta come netta è la posizione del premier groenlandese che dice no a Trump e alla proposta del governo degli Stati Uniti. Nè governata nè parte degli Usa è questa la volontà ferma del premier Jans-Frederik Nielsen infatti che pubblicamente ha rifiutato la proposta di Trump di acquisire il controllo della Groenlandia, fondamentale per la sicurezza nazionale di Washington. La Groenlandia, ha assicurato il capo del governo, sceglierebbe piuttosto la Danimarca mai gli Stati Uniti. Intanto continua la staffetta di colloqui che si avvicendano tra gli inviati Usa il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance, con i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia nella giornata deputata al vertice alla Casa Bianca. Il governo danese ha convocato i colloqui, che si svolgono ogni due anni, dei comitati di contatto per gli esteri, la sicurezza e la difesa con i governi delle Faroe e della Groenlandia. Nell’articolato mosaico diplomatico, il ministro della Difesa danese incontrerà invece lunedì 19 il segretario generale della Nato Rutte, spiegando che con lui discuterà della sicurezza dell’Artico. In programma anche a Roma venerdì alla Farnesina un incontro dedicato alla politica artica e la sigla di un documento strategico tra il ministro degli esteri della difesa e della ricerca per un dialogo politico dedicato alla sicurezza e alla ricerca. Intanto l’alta rappresentante Ue per gli affari esteri Kaja Kallas nel corso di una conferenza stampa in seguito all’incontro con il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius a Berlino ha sottolineato che: “Gli Stati Uniti sono un alleato indispensabile, ma è anche chiaro che le nostre relazioni non sono più buone come un tempo. In ogni alleanza ci sono momenti di aperto disaccordo, ma l’Europa non butterà via ottant’anni di relazioni transatlantiche”. Da Gaza alla lotta contro lo Stato Islamico, fino alle pratiche economiche coercitive della Cina, l’Europa e gli Usa sono più forti quando agiscono insieme”. Un messaggio un monito e una lezione di geopolitica da manuale che risuona su tutte le agenzie internazionali. Da Washington ancora nessun tipo di risposta ma la situazione nel Nord del Mondo a livello di sicurezza si complica di ora in ora. 

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