Uscito in anteprima assoluta al Festival di Taormina, Dramma popolare (People Production, distribuzione Emerafilm) di Carmelo Popolo con Rosario Popolo nei panni di Cola e Maria Giglia in quelli di Rosa, arriva a Messina con un doppio appuntamento alla Multisala Apollo, in programma lunedì 26 e mercoledì 28 gennaio, entrambi alle 20:30.
La prima serata, 26 gennaio alle ore 20:30, sarà una proiezione speciale: sullo schermo verrà presentata la versione estesa del film diversa dal montaggio ufficiale presentato a Taormina. Per l’occasione, produttrice, regista e cast saranno in sala per incontrare il pubblico.
Il 28 gennaio alle ore 20.30, invece, è prevista una replica del film con la versione non integrale, che coincide con il montaggio presentato per la prima volta a Taormina e destinato a diventare il riferimento per la programmazione ordinaria.
Tragedia assieme intima, del protagonista, e corale, della comunità che lo circonda, Dramma popolare è il racconto – tutto in un dialetto siciliano – dello sprofondare nell’inferno del suo protagonista e della sua famiglia vittime dei mali più sordi di una società ristretta: malelingue, pregiudizi, povertà e ingiustizia. Girato con poetica economia di mezzi e con un cast perlopiù, tranne i protagonisti, di attori amatoriali, Dramma popolare, complice una colonna sonora che dipinge a chiare note i tempi e i contesti del racconto, si fa portavoce con forza del racconto dell’esasperazione del suo protagonista. Una singolarità: ad unire il cast l’appartenenza in buona parte alla stessa famiglia, quella dei Popolo, che ha saputo portare sul set con particolare forza la durezza di una società, piccola e chiusa e ferocemente meschina.
Dramma Popolare racconta una vicenda intima e profonda, radicata nel cuore della Sicilia rurale degli anni Settanta. È una narrazione che affonda le sue radici in un tempo e in un luogo dove la vita quotidiana era scandita da riti e gesti antichi ed essenziali, dove esiste un codice morale non scritto ma rigidamente osservato. Il film si configura come un’indagine sull’animo umano, sulle sue fragilità e sulle sue reazioni più istintive di fronte all’ingiustizia, al disonore e al dolore. Ma oltre il percorso personale del protagonista, la storia si apre a una dimensione collettiva: Dramma Popolare diventa il ritratto di una comunità contadina intrisa di silenzi, pudore, onore e vergogna, dove ogni gesto ha un peso e ogni parola può diventare ferita. Il paesaggio agreste: con i colori caldi del sole siciliano, i suoi spazi ampi e solitari, non è solo lo sfondo delle vicende ma un vero e proprio personaggio, muto e testimone, che partecipa emotivamente al racconto. La fotografia esalta questo legame con la terra: ogni inquadratura restituisce la densità materica del mondo contadino, il tempo sospeso tra stagioni e rituali, l’inquietudine che cresce silenziosa tra le pieghe dell’abitudine. Nel dipanarsi della tragedia personale di Cola, si avverte un’eco più ampia, quella di un’intera generazione e di un tessuto sociale in trasformazione, dove l’uomo è spesso lasciato solo davanti ai propri abissi interiori. È una storia che non cerca facili redenzioni, ma che mostra la complessità dell’esistenza umana in tutta la sua crudezza, eppure con una dolente compassione. Cola incarna la trasformazione tragica: da uomo mite a vendicatore, guidato da una rabbia profonda, che affonda le radici nell’ingiustizia. La musica e l’immagine lavorano insieme per costruire una tensione emotiva che accompagna lo spettatore fino all’ultimo sguardo.
Trama
Sicilia, anni Settanta. Cola conduce un’esistenza semplice e dignitosa nelle campagne dell’hinterland messinese, tra allevamento e lavoro nei campi. Uomo generoso e rispettato, padre e nonno amorevole, viene travolto da un’ondata di ingiustizie, umiliazioni e derisione che lo trasformano profondamente. La ferita morale si fa insanabile: Cola reagisce con un atto estremo di violenza, uccidendo chi lo ha infangato. Ricercato, si rifugia nei monti, vivendo come un eremita, lacerato dal rimorso e dalla perdita degli affetti più cari. Ma nel dolore conserva una forma di integrità: quella di un uomo che sceglie di affrontare le conseguenze delle proprie azioni, nel silenzio ostinato di chi non si arrende alla disumanità.
Il Regista – Carmelo Popolo
Nato a San Pier Niceto (ME) nel 1953, il regista esordisce nel mondo del teatro amatoriale, dirigendo e interpretando per oltre trent’anni numerose opere in dialetto siciliano. Negli anni Duemila si avvicina al repertorio più impegnato, recitando in testi di Pirandello e De Filippo. Nel 2016 debutta al cinema come attore nel film Malamuri, e nel 2017 co-scrive La campana, sceneggiatura ambientata nella Sicilia della Seconda Guerra Mondiale. Dramma Popolare, girato tra i borghi dell’entroterra messinese, segna il suo debutto alla regia cinematografica.



