Sabatini, FdI: «In Regione risultati tangibili grazie al lavoro di squadra. Ora investimenti nelle infrastrutture»

mercoledì, 21 Gennaio 2026
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A fine novembre, durante la riunione di maggioranza di centrodestra svoltasi a Monte Porzio Catone, il presidente della Regione Francesco Rocca ha illustrato il bilancio dei primi mille giorni concentrandosi sul contenimento del debito, la capacità di spesa, lo sviluppo economico della Regione, sui buoni risultati ottenuti nella Sanità.

Lospecialegiornale ha intervistato Daniele Sabatini, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, per un’analisi di merito sulla prima parte del mandato di Rocca.

Sabatini, condividete quanto esposto dal presidente?

«Il lavoro del presidente Rocca è innanzitutto un risultato di squadra del centrodestra. Fratelli d’Italia è il gruppo più importante e numeroso in Consiglio ed è ben rappresentato in giunta da assessori di un certo peso. Naturalmente condividiamo quanto illustrato dal presidente. Quella di Monte Porzio Catone è stata una preziosa opportunità per riflettere, appunto, su quanto prodotto finora e per impostare la seconda parte del mandato. Nel merito, abbiamo condiviso la scelta iniziale di Rocca, che ha già sortito risultati significativi, di concentrarsi subito sulle priorità, che erano e sono ancora tre: contenimento del debito, miglioramento del servizio sanitario, potenziamento delle infrastrutture. Scelta che comincia a fornire ai cittadini riscontri oggettivi. Dal punto di vista del bilancio, mi limito a presentare alcune cifre che, nella loro semplicità, sono emblematiche. Quando ci siamo insediati, nel marzo del 2023, la Regione Lazio aveva un debito storico di 22,7 miliardi di euro, quanto una manovra di bilancio dello Stato. Un’esposizione enorme. Dopo quasi tre anni, il debito è sceso, anche grazie al lavoro di convergenza tra Regione e Governo, a 9 miliardi. Una cifra più che dimezzata. Un miglioramento netto, certificato dalle agenzie di rating che tradizionalmente non sono tenere con gli enti locali. Questo accresce non solo la reputazione della Regione, ma ne potenzia l’attrattività, la competitività, la capacità di esportazione. Peraltro, il Lazio si è rivelato il maggiore esportatore italiano. Ciò significa che un ente con i conti in ordine non è solo un efficace titolo di giornale, ma garantisce in prospettiva effetti positivi per i cittadini. Abbiamo scelto un candidato presidente con le competenze e l’esperienza in materia di Sanità come Francesco Rocca per affrontarne con decisione i problemi. Il piano straordinario di un 1 miliardo e 200 milioni per gli ospedali del Lazio è qualcosa di epocale e prevede la realizzazione del nuovo policlinico Umberto I, il Tiburtino a Tivoli, il nuovo ospedale a Latina, quello di Acquapendente in provincia di Viterbo, che, essendo una città di confine con Toscana e Umbria, assume un’importanza per la mobilità attiva dei pazienti. A questo si aggiunga, lo dico anche da membro della Commissione Giubileo della Regione, la scelta di destinare mezzo miliardo di euro al rifacimento dei pronto soccorso degli ospedali del Lazio. Cantieri quasi già tutti chiusi. Non era scontato perché avremmo potuto destinare quelle risorse in altri ambiti, come quello culturale, per esempio. Abbiamo deciso di seguire, in questo senso, anche l’indicazione precisa del presidente Rocca».

Sulla gestione dei rifiuti urbani, il cui commissario per la città di Roma è il sindaco, in Fratelli d’Italia si è aperta una dialettica interna tra chi vorrebbe la riacquisizione della competenza da parte della Regione e tra i favorevoli allo status quo. Da capogruppo qual è la sua lettura?

«Esistono da sempre due canali paralleli: quello istituzionale caratterizzato da una corretta collaborazione istituzionale e un dialogo attivo, il Giubileo è un esempio, e quello prettamente politico che genera inevitabilmente distanza e sana dialettica. Il governo sta lavorando per ampliare i poteri di Roma perché noi riteniamo che la Capitale debba possedere uno status diverso rispetto a ogni altra area metropolitana italiana. Per questo non possiamo non esprimere giudizi su alcune criticità. Siamo molto convinti dell’autosufficienza dei territori e quindi  riteniamo assurdo che nel 2025 la più importante città d’Italia ancora trasferisca all’estero i rifiuti dimostrandosi inadeguata a gestirli sul proprio territorio. La questione dell’autosufficienza di tutti i territori del Lazio è per noi un’altra priorità per il benessere delle comunità».

Secondo il presidente Rocca, il Bilancio 2026 si caratterizza, in particolare, per i nuovi investimenti sul territorio e la sicurezza urbana, mentre per l‘opposizione mancano misure strutturali. Qual è la sua valutazione? Pensate comunque che si debba imprimere un cambio di passo?

«Il cambio di passo l’abbiamo già impresso, per la verità, ora si tratta di trasferire gli effetti positivi ai cittadini. Sulle liste d’attesa, per tornare un momento alla Sanità, dire che è tutto è risolto non corrisponde a verità, però possiamo ricordare che le agende di prenotazione del Cup sono aumentate. Quando ci siamo insediati erano 330, oggi sono oltre 15mila. Com’è stato possibile? Grazie al rapporto leale e non subalterno tra il pubblico e il privato che insieme riescono a garantire un’integrazione delle prestazioni. Prima le strutture private destinavano il 97% delle risorse ai posti letti accreditati, ciò non significa che fossero risorse sprecate, ma non proiettavano ricadute positive nel sistema sanitario. Oggi la situazione è cambiata significativamente. Rocca ha avuto la capacità di tenere ferma la barra rispetto alle istanze del sistema sanitario privato. La risposta è enormemente più efficace anche perché sono stati ristretti gli ambiti territoriali; da febbraio prossimo l’ambito di applicazione per gli esami diagnostici e le visite sarà soltanto quello della propria Asl di riferimento. Quindi abbiamo ridotti disagi ai cittadini».

Rocca si è ricandidato per il 2028, siete d’accordo o per voi è prematuro parlarne?

«E’ nella logica dei fatti. Abbiamo un compito alquanto complesso, portare a compimento quanto già avviato, abbiamo l’audacia di sostenere che vogliamo tendere al cento per cento del nostro programma: vale a dire il nuovo piano dei rifiuti e gli investimenti, grazie ai fondi di sviluppo e coesione pari a un miliardo di euro e 200 milioni, nelle infrastrutture. Arriveremo al termine della legislatura con una giunta rafforzata da risultati tangibili. La domanda se Rocca sarà ricandidato non ce la poniamo nemmeno».

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