Mediaset denuncia Corona e chiede il divieto dell’uso dei social. Lui: «Fermarmi? Se mi sparano…»

giovedì, 22 Gennaio 2026
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Mediaset

Alla fine, l’argine è crollato. Così Mediaset ha deciso di scendere in campo aperto contro Fabrizio Corona, l’ex agente fotografico che dal suo programma “Falsissimo” su Youtube sta attaccando le trasmissioni e i conduttori del gruppo televisivo, per altro quotato in borsa. Il colosso di Cologno Monzese lo ha denunciato per diffamazione e minacce, chiedendo anche una misura di prevenzione per impedirgli l’uso dei social e l’utilizzo del cellulare per diffondere contenuti che danneggiano l’azienda. La società nei giorni scorsi ha depositato una querela alla Dda corredata da una istanza in modo da ottenere che sia la magistratura a vietare all’ex paparazzo di proseguire con quella che è ritenuta una campagna diffamatoria. Un’azione considerata necessaria non tanto per tutelare i vertici dell’azienda, ma per la reputazione del gruppo, dei beni patrimoniali, dei contenuti delle trasmissioni oggetto di attacchi e minacce. È risaputo infatti che, come emerso da una recente intervista pubblicata da lospecialegiornale, la reputazione è uno dei beni immateriali più preziosi di un’azienda.

Ma l’iniziativa di Mediaset prescinde dalla posizione Alfonso Signorini, il primo a essere finito al centro delle rivelazioni di Corona (a sua volta indagato per revenge-porn) e che, autosospesosi dall’azienda e poi iscritto nel registro degli indagati per violenza sessuale ed estorsione, pure lui ha chiesto una misura di prevenzione analoga. Nelle prime due puntate di “Falsissimo” (la terza è annunciata per il 26 gennaio) Corona, non solo ha parlato di quello che lui ha definito il “sistema Signorini” fatto, a suo dire, di presunti ricatti e favori sessuali richiesti, ma ha anche attaccato altri conduttori di noti programmi Mediaset e la stessa azienda. In proposito a breve è fissata l’udienza al Tribunale civile di Milano dopo il ricorso degli avvocati di Signorini per ottenere un provvedimento cautelare d’urgenza di inibitoria e bloccare la messa in onda sul web della prossima puntata di “Falsissimo”.

Signorini è stato interrogato dai pm da indagato su sua richiesta, il 7 gennaio, dopo la denuncia per violenza sessuale ed estorsione da parte dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno. Ha respinto le accuse, mentre il modello ha confermato due giorni fa il contenuto della sua querela davanti ai magistrati.

Nelle prime reazioni, Corona non è andato per il sottile, come nel suo stile: «Ormai è guerra, ve l’ho detto, trattative non ne facciamo. Racconterò tutta la verità anche su di voi (Mediaset, ndr), che coprite lui, per coprire voi. Per fermarmi mi dovete sparare».

Nella querelle è intervenuto anche lo storico legale dell’ex paparazzo, Ivano Chiesa: «Sono veramente basito, pare che non sia chiaro che in Italia c’è la libertà di pensiero e di parola in qualunque modo venga manifestata. Tutte queste iniziative mi sembrano una sorta di tentativo di ottenere un provvedimento di censura preventiva. La censura non c’è più in Italia dal 1946». Riguardo alla richiesta di misura di prevenzione, formulata dal gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi in base al codice antimafia, la parola dovrebbe passare alla Procura per una eventuale trasmissione ai giudici.

A margine due notizie che danno la misura di quanto Fabrizio Corona sia un personaggio “a prescindere”. Il comitato per il Sì per il referendum sulla giustizia stava accarezzando l’idea di farne un testimonial, su proposta dell’ex direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, di Pietro Dettori, già braccio destro di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, ma poi è stata accantonata dopo il veto del presidente Nicolò Zanon e delle consigliere del Csm Isabella Bertolini e Claudia Eccher.

Quindi il progetto di Netflix di portare l’ex fotografo sulla piattaforma. «Lui ha rappresentato una sfida di storytelling importante e controversa, proprio per questo abbiamo pensato che fosse il caso di affrontarlo. Ci ha dato a possibilità di raccontare un personaggio che funziona come un reagente chimico, capace di far reazione con tutto ciò che lo circonda. È impossibile rimanere indifferenti», spiega Giovanni Bossetti, direttore dei progetti Nonfiction di Netflix, commentando la nuova stagione di contenuti italiani in arrivo nel 2026 e il lancio della docu-serie su Corona “Io sono notizia”.

«Attraverso la docu-serie – prosegue – abbiamo avuto modo di allargare la lente e raccontare una sorta di Forrest Gamp dark, che ha attraversato la storia di questo Paese negli ultimi 30 anni – siamo al lavoro su altre proposte che andranno in direzioni molto diverse da quello che abbiamo fatto prima».

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