Decreto sicurezza, “scudo” per gli agenti e stretta sui nemici dell’ordine pubblico

lunedì, 2 Febbraio 2026
2 minuti di lettura
Torino

La guerriglia urbana che la sera del 31 gennaio ha devastato Torino per mano di un migliaio di antagonisti armati fino ai denti, per il governo rappresenta il punto di non ritorno. Per questo, la premier Meloni sta preparando la stretta nel decreto che dovrebbe essere approvato nel Consiglio dei ministri di mercoledì 4 febbraio: tolleranza zero sul porto di coltelli; scudo penale esteso non solo per le forze dell’ordine, ma anche per altre categorie; fermo preventivo di almeno 12 ore per chi ha precedenti specifici e partecipa alle proteste. All’attenzione del governo ci sono 65 norme suddivise in due bozze. La prima riguarda un decreto, la seconda un disegno di legge.  La scelta dello strumento sarà fondamentale perché cambieranno i tempi di entrata e gli effetti in vigore del provvedimento.

L’idea del governo e della maggioranza parlamentare è quella di introdurre misure che intervengano sull’ordine pubblico, sulle manifestazioni, su criminalità giovanile e immigrazione. Ci dovrebbe essere, come detto, lo “scudo” per agenti e cittadini, cioè la tutela processuale per evitare l’automatica iscrizione nel registro degli indagati quando l’uso delle armi o della forza avvenga per legittima difesa o stato di necessità. Sul fermo di 12 ore proposto da Piantedosi, Matteo Salvini “reclama” le 48 ore. «Secondo me si può arrivare anche a 48 ore di fermo preventivo. Arriviamo in una stagione dove, con le Olimpiadi, che sono un’occasione straordinaria di bellezza, di lavoro, di sport, di unione e di bella immagine dell’Italia e nel mondo, se c’è qualche delinquente che vuole apparire sui televisori di tutto il mondo e se ci sono fondati sospetti, è dovere di uno Stato trattenere queste persone. Quindi io spero che rientri nel decreto. Il fermo preventivo il ministro lo prevedeva di 12 ore, secondo me si può andare anche oltre. Siccome l’Italia sarà sotto gli occhi del mondo, bisogna fare di tutto per prevenire qualsiasi tipo di violenza o di episodio criminoso».

Nei giorni scorsi lo stesso vicepremier aveva detto: «La Lega è concentrata sui decreti sicurezza che abbiamo fretta che arrivino in Consiglio dei ministri e ci arrivino bene, completi e senza pezzi mancanti. Quindi vuol dire “maranza”, baby gang, divieto di porto di coltello, stop all’accoglienza per chi delinque compresi i minori, stop ai ricongiungimenti familiari facili». Poi sullo sgombero degli immobili sempre Salvini ha aggiunto: «E’ giusto che ci siano dentro tutte le norme che servono, compresa ad esempio quella che prevede lo sgombero di tutti gli immobili occupati abusivamente, non solo della prima casa, e quella che taglia i ricongiungimenti familiari, perché un conto è accogliere chi scappa dalla guerra, un conto è accogliere anche gli altri 20 amici e parenti e compresa quella che toglie il sostegno a chi è oggi a spese degli italiani e commette un reato. Quindi conto che il decreto sicurezza sia completo al 100%».

Sul tema della sicurezza è intervenuto anche il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa: «La violenza criminale usata a Torino contro le forze dell’ordine in occasione della manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna ci spinge a invitare con ancora maggior forza il ministro dell’interno a proseguire nell’opera di rimozione di tutte le occupazioni abusive di immobili esistenti in Italia. Solo ideologia o convenienze possono impedire di vedere come questi luoghi, oltre a rappresentare un inaccettabile oltraggio al diritto di proprietà, siano zone franche dove prospera e si alimenta l’illegalità e non raramente l’eversione. Al Governo chiediamo anche di inserire nel decreto sicurezza di imminente varo l’estensione a tutti gli immobili della procedura accelerata di sgombero introdotta nel precedente provvedimento in materia”.

È intervenuta anche la leader della Cisl Daniela Fumarola, commentando le notizie su eventuali restrizioni alle manifestazioni sindacali: «Ogni forma di violenza come quella di Torino va condannata senza ambiguità e perseguita, individuando i violenti e facendo loro pagare i danni. Il sindacato confederale ha sempre respinto questi comportamenti, dentro e fuori i luoghi di lavoro, anche pagando un prezzo altissimo. Non si deve mai confondere chi semina caos con chi organizza manifestazioni e mobilitazioni democratiche, esercitando un diritto garantito dalla costituzione, sul quale non può gravare alcuna intimidazione».

Martedì 3 febbraio il ministro dell’Interno tiene l’informativa sugli scontri di Torino alle 14 alla Camera e alle 16 al Senato.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.