«Nessuna ragazza dovrebbe essere messa nella situazione in cui sono state messe quelle giovani da Jeffrey Epstein e da tutto ciò che accadeva con le varie persone che lo circondavano. Nessuna ragazza. È semplicemente straziante. Ho lasciato il mio matrimonio, ho dovuto lasciare la fondazione. Io sono riuscita ad andare avanti nella vita e spero che ci sia giustizia per quelle giovani donne che ora sono adulte. Le vediamo domandare giustizia in piedi davanti ai microfoni, a Washington. Quello che hanno passato è semplicemente inimmaginabile». Le dichiarazioni di Melinda Ann French mettono una pietra tombale sugli ultimi brandelli di reputazione dell’ex coniuge Bill Gates. Anche il nome del magnate, fondatore della Microsoft, è finito infatti al centro dell’inchiesta sul finanziere pedofilo, morto in circostanze misteriose in carcere nel 2019. Gates emerge da decine e decine di files contenuti in quella specie di catalogo del sudiciume umano fatto di rapporti d’affari e di serate “conviviali” tirate fino all’alba anche con ragazze minorenni.
La French ha divorziato dal marito cinque anni fa dopo quasi trent’anni di matrimonio, durante i quali la coppia ha fondato una delle più importanti associazioni benefiche al mondo, la Gates Foundation. A causare la separazione sono stati anche gli stretti rapporti che il magnate aveva con il finanziere pedofilo. «Qualunque altra domanda va fatta a quelle persone e al mio ex marito. Devono rispondere loro. Sono felice di essere lontana da tutto il fango che c’era».
Oltre tre milioni di pagine, 2.000 video, circa 180mila fotografie pubblicati. Una mole altrettanto grande non ancora diffusa, che il governo americano non sa se pubblicare anche per ragioni etiche. È questo l’archivio di documenti raccolti in decenni di indagini federali su Jeffrey Epstein, finanziere morto in carcere nel 2019, sulla rete di abusi sessuali su minori a lui collegata. Da quei documenti sono emersi dettagli assai imbarazzanti anche per Gates. In un messaggio addirittura risalente al 2013, Epstein suggeriva che l’imprenditore e filantropo americano avesse contratto una malattia sessualmente trasmissibile da “ragazze russe” e che volesse somministrare antibiotici alla moglie senza che lei lo sapesse.
Genio dell’informatica, imprenditore globale e filantropo tra i più generosi al mondo, l’arcangelo Bill caduto in volo sta vivendo la sua terza età. «Prima del Duemila – scrive il Corsera- era il genio della tecnologia, un nerd forse autistico (come ha scritto lui stesso nella sua autobiografia) che con Microsoft ha messo internet, fin lì una nicchia per pochi, alla portata di tutti. Nell’ultimo ventennio del Novecento Gates (Microsoft nasce nel 1975) è un pioniere, ma anche uno spietato tecnocrate: duro coi dipendenti mentre nella battaglia coi concorrenti, da Netscape ad Apple, non esita a tirare colpi bassi. Nel primo ventennio del nuovo secolo tutto cambia: il robber barron dell’era digitale si trasforma nel più generoso filantropo dell’umanità che promette di donare, insieme alla moglie Melinda, oltre il 99% del patrimonio familiare lasciando ai tre figli solo le briciole. Gates viene santificato ovunque e con buone ragioni visto che grazie ai suoi programmi malattie endemiche come la dissenteria vengono sradicate da larghe parti dell’Africa mentre anche le sue campagne contro l’Aids, per l’alfabetizzazione e il clima ottengono risultati importanti. A oggi Gates ha devoluto in filantropia circa 100 miliardi di dollari e ha convinto altri miliardari».
La sua reputazione comincia incrinarsi però nell’autunno del 2019. Ad agosto Epstein si è impiccato in carcere. Qualche settimana dopo il New York Times pubblica un’inchiesta sui rapporti tra Gates e il finanziere pedofilo, mentre il Wall Street Journal dà conto di storie di infedeltà coniugale di Bill che non riguardano solo la sua vita privata, visto che il fondatore cerca di ripetutamente di avere rapporti con sue dipendenti. Vengono fuori altre storie, corteggiamenti di dipendenti che provocano timori e imbarazzi. Alcuni risalenti al 1994. Gates fa avances ovunque: durante conferenze, ai cocktail, alle cene aziendali.
Melinda è furiosa per quello che viene fuori sui rapporti con Epstein. Nelle interviste dice di averlo sempre considerato un essere repellente. Come può, dice, il capo di una fondazione che investe un miliardo per «promuovere il potere e l’influenza delle donne» accompagnarsi con un predatore pedofilo? Il magnate aveva detto di conoscerlo appena, ma viene fuori che l’ha incontrato varie volte a partire dal 2011. Varie visite a casa di Epstein a New York, serate conviviali a volte restando fino a notte fonda, un viaggio in Florida sul jet privato di Epstein. Molto di più di una semplice amicizia.
A Bill Gates, pioniere dell’informatica, rimane solo una laconica, banale, imbarazzata difesa d’ufficio: «Mi pento di ogni singolo minuto trascorso con lui. Me ne pento e mi scuso. Sono una delle tante persone che oggi si pentono di averlo mai incontrato, ma di averlo frequentato solo a cena, di non aver mai visitato la sua isola né di aver incontrato delle donne per suo tramite».



