Dieci morti e 27 feriti è il tragico bilancio della sparatoria avvenuta nelle ultime ore in Canada. Artefice del gesto una donna di cui gli inquirenti si rifiutano per ora di dare le generalità eccetto che aveva capelli castani e indossava un vestito. L’omicida si è tolta la vita subito dopo l’orribile gesto che ha lasciato sgomenta tutta la comunità di Tumbler Bridge nella Columbia Britannica. L’allerta è scattata nel tardo pomeriggio di ieri e diramata a tutte le unità di polizia locale per la presenza di un attentatore nei locali della scuola secondaria del piccolo paese ai piedi delle montagne rocciose. Durante la perquisizione della scuola, le forze dell’ordine hanno trovato sei persone uccise a colpi d’arma da fuoco, una settima, ferita, è morta durante il trasporto in ospedale. Successivamente la polizia ha trovato altri due cadaveri a Tumbler Ridge, in un’abitazione a che si ritiene sia collegata al luogo del delitto. Gli agenti stanno perquisendo in queste ore altre abitazioni per verificare se ci siano altri siti collegati all’incidente e altre vittime da identificare. Il premier canadese Carney si dice devastato da quanto accaduto esprimendo il proprio cordoglio a tutta la popolazione e ai familiari delle vittime coinvolte nella sparatoria che hanno perso i loro cari. Le sparatorie di massa sono rare in Canada, ma questa è la seconda nella Columbia Britannica in meno di un anno. Nell’aprile 2015 undici persone sono state uccise a Vancouver quando un uomo ha investito con il suo camion una folla che celebrava un festival culturale filippino. Darian Quist, uno studente della scuola di Tumbler Ridge nella British Columbia canadese, ha dato la sua testimonianza per primo alla Cnn raccontando che stava seguendo una lezione di meccanica, quando è stato comunicato che la scuola era entrata in lockdown per una sparatoria. Inizialmente non pensava stesse succedendo nulla poi ha iniziato a ricevere foto orribili che mostravano la carneficina nell’istituto. Lo studente racconta di essere rimasto confinato per più di due ore fino a quando la polizia non ha fatto irruzione, ordinando a tutti di alzare le mani prima di scortarli fuori dall’edificio.



