Elisabetta I è senza dubbio un icona celeberrima della sua epoca e non solo, e nei suoi ritratti ufficiali, con i suoi incredibili abiti, complessi fino all eccesso, sembra una figura inventata, più che una donna reale, anche se si tratta di una regina! E in effetti, se andiamo ad analizzare i fatti, è proprio così… si tratta di un abile e subdolo stratagemma per consolidare e mantenere il prestigio del proprio ruolo e potere.

Regnò fino alla soglia dei settant’anni, non arrivandoci per poco, ma per quei tempi era un traguardo notevole, e non invecchiò mai, nei ritratti ufficiali, essendo sopravvissuta ai suoi stessi collaboratori, che molti storici considerano i veri artefici del suo regno, della sua politica e dei suoi successi: Francis Walsingham e William Cecil. Il primo, è considerato, per come agì e condusse la gestione della sua carica, il precursore dei moderni servizi segreti. Una rete di spie era diffusa su tutto il continente europeo e la persecuzione dei cattolici, soprattutto sul suolo inglese, vide una ferocia senza precedenti, che ben poco collimava con la presunta tolleranza e magnanimità della regina vergine, che tanto si voleva far passare presso le corti europee… per ovvie ragioni politiche e fù addirittura redatto un codice di torture specifiche per i preti cattolici che osavano celebrare la messa sul suolo inglese!
Quanto era diversa dal reale l’immagine della sovrana! Fù dichiarata senza alcun clamore e in silenzio, la più potente e complessa guerra di religione, alla Chiesa Cattolica, e al papato, che si protrarrà fino alla fine del potere temporale dei papi, con l’unità d’Italia, unità che senza il supporto dell’Inghilterra, non si sarebbe mai verificata! Si dichiarò che i condannati a morte, cattolici, quelli che celebravano in segreto la messa o davano rifugio ai sacerdoti, erano traditori della corona, e della sicurezza dello stato. Una furba formula che usarono per scagionarsi da accuse ben più gravi.Elisabetta doveva restare giovane e perfetta, come quando era salita al trono: i suoi ritratti, non sono reali, lei non invecchia e non è con i difetti del tempo che passa… i ritratti della regina devono essere approvati da una commissione, e lei rimane immobile e ieratica a dominare fin là dove riesce ad arrivare la capacità commerciale o piratesca, della sua flotta mercantile, spesso guidata da veri galeotti e pirati, che getterà le basi del futuro impero del mare.

Loro, che tanto avevano ammirato Venezia e la sua capacità di estendere le sue reti politiche e commerciali ai confini delle terre conosciute, la sostituirono quasi sovrapponendosi perfettamente al suo ruolo di regina dei mari. Ma la bellezza artistica della città italiana, che tanto li influenzerà anche culturalmente e architettonicamente, come nel periodo neoclassico, non riusciranno mai ad eguagliarla… chissà che il novello credo protestante, così rigido e severo nei suoi precetti, così dominato dallo stato, e dalla figura del sovrano e difatti tanto diverso dal cattolicesimo, più misericordioso e caritatevole, abbia ovviamente influenzato l’arte e il freddo rigore della loro architettura…



