Nordio tuona: “Basta fake news sul referendum. Blocco navale? Conforme a norme UE” | Video

giovedì, 12 Febbraio 2026
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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha partecipato a un incontro con gli studenti della Link Campus University di Roma, dove ha parlato della riforma della giustizia e dei principali interventi in corso. A margine dell’evento, il Guardasigilli è stato intercettato dai cronisti e ha affrontato anche altri temi di attualità, dalle polemiche sulle fake news legate alla campagna referendaria fino al disegno di legge sull’immigrazione approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che prevede anche la misura del blocco navale, contestata dalle opposizioni e ritenuta da alcuni suscettibile di attenzione da parte del Quirinale, ipotesi che il ministro ha respinto.

Nordio attacca le fake news sul referendum e difende ddl immigrazione

“Io vedo che in questi giorni circolano o delle fake news o dei post fatti anche con l’intelligenza artificiale che alterano quella che è la razionalità e anche la pacatezza di quello che dovrebbe essere un dialogo su una riforma che è in piena aderenza alla Costituzione”, ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio a margine dell’incontro alla Link Campus University, commentando il post pubblicato sui social – poi rimosso dal Partito democratico – in cui si associava la vittoria del curling alle Olimpiadi con il no al referendum.

“Ne hanno fatto uno anche su di me, che è stato smentito, in cui si diceva che avrei affermato a La7 che i PM e i giudici sarebbero finiti sotto il controllo dell’esecutivo, che è esattamente il contrario di quello che ho detto”, ha aggiunto.

“Bisogna essere preparati, non dico rassegnati, ma preparati a queste fake news che sono dei giochi abbastanza scorretti per orientare gli elettori in un modo fazioso. Io mi auguro che il dialogo si tenga in termini razionali, in termini istituzionali, in termini giuridici. Non è una riforma sovversiva, non ci sono attentati alla libertà, alla democrazia come qualcuno dice”, ha concluso.

Sempre a margine dell’incontro, rispondendo a una domanda sul disegno di legge immigrazione approvato ieri dal Consiglio dei ministri, Nordio ha respinto le critiche sul blocco navale e le ipotesi di rilievi istituzionali.

“È tutto conforme alle regole europee, questo lo posso affermare perché nel Consiglio dei Ministri abbiamo attentamente valutato la conformità delle norme del decreto a quelle che sono le direttive europee e sono perfettamente in linea”, ha detto il ministro, riferendosi alla misura contenuta nel disegno di legge.

“Chi dice il contrario vuol dire che non conosce le normative europee”, ha aggiunto, escludendo quindi irregolarità o criticità sul piano giuridico.

Le parole di Nordio agli studenti

Nel corso dell’incontro con gli studenti, il ministro ha affrontato in modo più ampio i temi della riforma della giustizia e del funzionamento della magistratura.

Nordio ha sostenuto che l’attuale sistema disciplinare non garantisce una reale responsabilità dei magistrati: “Unica categoria che non paga per i suoi errori è quella dei magistrati proprio in vista dell’ambito del Consiglio superiore della magistratura, perché essendo tutti incrociati tra di loro e associati nelle correnti, si compensano le rispettive negatività”.

Il Guardasigilli ha rivendicato l’impostazione della riforma sul pubblico ministero: “Abbiamo elevato la figura del PM, perché oggi il PM gode delle garanzie di autonomia e indipendenza, però un po’ meno del giudice. Noi invece lo eleviamo, inserendolo allo stesso rango di garanzie del giudice”.

Ha quindi insistito sul tema della responsabilità disciplinare, sostenendo che “la responsabilità del Pubblico Ministero, che ha anche un potere immenso, oggi non esiste” e che il sistema attuale determina “una commistione tra accusa e giudicante che è incompatibile con le democrazie occidentali”.

Nordio ha respinto le critiche alla riforma, definendo “ignobile” fare “processi alle intenzioni” e ribadendo che le norme prevedono “un’assoluta indipendenza e autonomia del PM e dei giudici dalla politica”.

Un altro passaggio ha riguardato il tema delle correnti nella magistratura: “All’interno della magistratura esiste una politica di puro potere nell’ambito delle cosiddette correnti”, che nel tempo – ha sostenuto – si sarebbero trasformate in “veri e propri partitini” in grado di influenzare le decisioni del Consiglio superiore della magistratura.

Proprio sul Csm, il ministro ha difeso il meccanismo del sorteggio: “Questo eliminerà lo scambio di favori tra correnti, perché gli eletti saranno sorteggiati e non indicati dalle rispettive correnti”, spiegando che si tratterà di un “sorteggio temperato” tra magistrati già valutati e qualificati.

Nordio ha poi criticato le prese di posizione pubbliche di alcuni magistrati su provvedimenti legislativi, affermando che è “estremamente grave” che un giudice definisca incostituzionali norme che poi potrebbe essere chiamato ad applicare, osservando che “se i giudici cominciano a criticare le leggi, allora è inevitabile che la politica critichi le sentenze”.

Il ministro ha anche richiamato il tema della presunzione di innocenza e della custodia cautelare: “La presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva è un precetto costituzionale ed è un principio di tutte le democrazie liberali”, sottolineando che la detenzione preventiva “deve essere limitata il più possibile”.

Tra gli altri temi affrontati anche le norme che limitano l’iscrizione automatica nel registro degli indagati in presenza di cause di giustificazione, misura che – ha spiegato – riguarda “tutti, compresi medici e giornalisti” e serve a evitare danni reputazionali non necessari.

Infine, Nordio ha espresso preoccupazione per il clima della campagna referendaria, osservando che “il quesito rischia di trasformarsi in un sì o in un no al governo”, e ha ribadito l’auspicio che il confronto resti su un piano “razionale, istituzionale e giuridico”.

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