Un Trump a 360 gradi, a bordo dell’ Air Force One ha elencato tutte le priorità del governo a stelle e strisce. E non risparmia nessuno. Un’ agenda geopolitica che parte in primis dall’Iran alla vigilia dell’incontro sul nucleare a Ginevra dove il Tycoon parteciperà per bocca della sua delegazione. “I colloqui sono molto importanti. Spero che l’Iran agisca in modo ragionevole. Non credo che voglia affrontare le conseguenze del mancato raggiungimento di un accordo”. Scaglia così le prime frecce ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, affermando che parteciperà al meeting sul dossier nucleare in programma nella giornata di oggi a Ginevra passando poi all’emergenza dell’Havana. Il presidente Usa risponde alle domande dei giornalisti infatti anche per quanto riguarda Cuba, confermando che l’isola affronta una grave crisi energetica dovuta al blocco petrolifero imposto dalla Casa Bianca. “Cuba in questo momento è una nazione fallita, e non hanno nemmeno carburante per aerei per far decollare i voli. Stanno intasando le piste”, ha affermato Trump rivolgendosi ai giornalisti. Trump ha aggiunto che del confronto con le autorità cubane si sta occupando personalmente anche il segretario di Stato Marco Rubio, e che l’Avana dovrebbe assolutamente fare un accordo parlando di una situazione che rasenta la minaccia umanitaria. Le sanzioni sul petrolio stanno paralizzando trasporti, turismo e servizi sanitari a Cuba, mentre diverse compagnie aeree hanno sospeso i collegamenti aerei con l’isola. E mentre il Tycoon promette di raggiungere Milano per le Olimpiadi in corso se il team sportivo americano arriverà in finale, passa la sua attenzione sulla delicata questione mediorientale. A quanto trapela ormai da ore è pronta una seconda portaerei Usa in Medio Oriente. ”Deciderò presto sull’invio di nuove armi a Taiwan” tuona alla stampa. Trump infatti ha spiegato che il presidente cinese Xi Jinping lo aveva avvertito di non inviare ulteriori armi. Infine promette ai cronisti di avere un buon rapporto con il leader cinese. Ricordiamo che in una telefonata con Trump il 4 febbraio, scorso il leader cinese ha chiesto rispetto reciproco nelle relazioni bilaterali con gli Usa, mettendo in guardia Washington dalle vendite di armi all’isola democraticamente governata. Prossimo faccia a faccia tra i due ad Aprile e per ora l’agenda politica dell’inquilino sembra davvero sold out.
Trump a tutto tondo dall’Iran alle Olimpiadi
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