É vero che Mattarella in passato ha anche polemizzato con il Csm? Sì, è vero — ma con le precisazioni che servono per capire bene come il Presidente della Repubblica si è espresso.
Il suo stile non è mai stato e non é quello dell’attacco frontale: parla per principi, non per polemiche. Però il messaggio politico-istituzionale è stato chiarissimo.
📌 Mattarella ha chiesto una riforma del CSM?
Sì.
Dopo lo scandalo Palamara, Mattarella ha affermato pubblicamente che serviva una riforma del sistema di elezione del CSM e più in generale del funzionamento dell’organo di autogoverno della magistratura.
Lo ha fatto in più interventi, soprattutto:
– nelle cerimonie di insediamento del CSM,
– nelle inaugurazioni dell’anno giudiziario,
– in discorsi al Quirinale rivolti ai magistrati.
Il concetto chiave era che il CSM doveva recuperare credibilità, trasparenza e autorevolezza.
📌 Ha “attaccato” le correnti?
Non ha mai usato toni aggressivi, ma sì: ha espresso una critica molto netta al correntalismo degenerato.
Le sue parole più forti, in sintesi:
– Le correnti sono legittime come aree culturali,
ma diventano un problema quando si trasformano in centri di potere che condizionano le nomine.
– Il caso Palamara ha mostrato una distorsione grave del sistema.
– La magistratura deve liberarsi da logiche di appartenenza e tornare a criteri di merito e imparzialità.
In più occasioni ha parlato di:
– “pratiche inaccettabili”,
– “comportamenti che hanno offuscato l’immagine della magistratura”,
– “un sistema da correggere profondamente”.
Per un Presidente della Repubblica — che è anche presidente del CSM — sono parole molto pesanti, pur dette con il suo stile istituzionale.
📌 In sintesi
– ✔️ Ha chiesto la riforma del CSM
– ✔️ Ha criticato duramente le degenerazioni delle correnti
– ✔️ Ha usato toni istituzionali, non polemici
– ✔️ Ha indicato il caso Palamara come un campanello d’allarme per la credibilità della magistratura



