La paura degli italiani a Dubai: «Missili sulle nostre teste». Lo studente calabrese: «Così solo nei film». Comunità iraniana in festa

lunedì, 2 Marzo 2026
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Dubai

Mentre il ministro della difesa Guido Crosetto ha fatto da sé rientrando da Dubai con un volo militare, ma soltanto, assicura, dopo aver bonificato al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per sua scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato, migliaia di italiani sono ostaggi nel Medioriente in fiamme.    

Tra loro anche noti personaggi dello spettacolo, dello sport e delle istituzioni.  Negli Emirati, per esempio, ci sono l’allenatore Roberto Mancini («Mia madre mi ha chiamata, preoccupata. Le ho detto di stare tranquilla al momento»); la cantante BigMama («Vi prego, occhi su di noi, massima attenzione su di noi, noi siamo qui, siamo in tantissimi e vogliamo tutti tornare a casa».); il questore di Roma Roberto Massucci. Il pallavolista, ex azzurro, Ivan Zaytsev parla di aria pesante («Ma stiamo tutti bene. Un saluto speciale alle nostre famiglie. Tenete i nervi saldi»). Intanto la Farnesina, che ha attivato una task force, è subissata di telefonate.

C’è anche Luisa Corna, cantante, conduttrice e attrice, ospite negli Emirati al Gala della Canzone italiana, ispirato alla tradizione del festival di Sanremo. Il 26 febbraio la serata di gala, a cura, fra gli altri, dell’Istituto italiano di Cultura di Abu Dhabi. Sarebbe dovuta ripartire sabato alla volta dell’Italia ma il suo aereo non è decollato. «Sabato siamo stati per ore in aeroporto – spiega – poi con un pullman ci hanno portati in un albergo ma dopo altrettante ore di attesa abbiamo scoperto che l’albergo era esaurito. Fortunatamente gli organizzatori dell’evento per cui sono venuta a cantare hanno preferito ospitarci a casa per non lasciarci da soli in hotel – aggiunge – in serata abbiamo sentito diversi attacchi sopra le nostre teste e anche il suono di vari aerei militari. I nostri telefoni suonano spesso allertandoci di non uscire e di stare al riparo. C’è un clima di grande tensione e di insicurezza. È una sensazione bruttissima. Difficile dormire. Attendiamo notizie, hanno bombardato tutta notte».

Com’è noto, sono bloccati nell’area anche circa duecento studenti italiani. «Abbiamo vissuto scene surreali, che siamo abituati a vedere solo nei film – confessa all’Adnkronos Mirko Frascino, di Frascineto (Cosenza) – il nostro viaggio-studio si sarebbe dovuto concludere con il volo da Dubai a Istanbul delle 2.50. Il 28 pomeriggio, però, i nostri tutor, che sono sempre con noi e stanno facendo di tutto per confortarci e garantirci sicurezza, ci hanno comunicato che i voli della Turkish Airlines erano stati cancellati. A quel punto tutti si sono destabilizzati, qualcuno ha cominciato a piangere, qualcun altro si è isolato. Poi ci hanno trasferiti da “Le Méridien” a un altro hotel di Dubai per farci trascorrere la notte in massima sicurezza. In quei frangenti, però, è successa una cosa che mi ha scosso profondamente – continua Mirko – è suonato un allarme sui nostri telefoni che avvertiva di un possibile missile, la gente ha iniziato a urlare, c’erano bambini in braccio alle madri che gridavano. Sono stati momenti terribili, solo chi li ha vissuti può capire». Tanta paura, quindi, ma anche fiducia: «Ora la situazione sembra essere stabile».

Anche l’imprenditore di Sulmona Gianfranco Tarsini, a Dubai per motivi di lavoro, è rimasto bloccato, come cinque studenti, negli Emirati Arabi a causa della chiusura dello spazio aereo internazionale. «Si continua a lavorare per far tornare al più presto i nostri concittadini a casa. Questa mattina i cinque ragazzi peligni hanno ricevuto la visita del console italiano a Dubai, il quale, per quanto possibile, li ha rasserenati, rassicurandoli sulla massima attenzione che la diplomazia italiana sta riservando loro», dichiara il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, «Ho raggiunto telefonicamente una ragazza dei cinque, la quale a nome di tutti mi ha fatto il punto della situazione, spiegando che stanno bene, ma sono comprensibilmente in ansia e in attesa di poter tornare quanto prima. Ho parlato anche con Gianfranco Tarsini, imprenditore di Sulmona a Dubai per motivi di lavoro. Anche lui sta bene, ma a sua volta un po’ preoccupato per uno scenario ancora in evoluzione. Ho garantito, anche a lui, la costante vicinanza mia e della città, come per i nostri studenti, restando in costante contatto con le autorità competenti e la Farnesina».

Intanto, da sabato le comunità iraniane in Italia festeggiano nelle maggiori città, da Roma a Milano, sventolando la vecchia bandiera nazionale. «Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali».

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