Dubai nel mirino dell’Iran. La crisi si allarga e spaventa l’Europa

mercoledì, 4 Marzo 2026
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La tensione rimane alta e al quarto giorno di guerra sull’asse mediorientale il conflitto si allarga e si fa a tratti incandescente. E’ notizia di alcune ore fa l’attacco al consolato Usa a Dubai. Il fuoco iraniano non cessa di scagliarsi contro ogni tipo di obbiettivo che sia americano o israeliano dopo l’uccisione della guida suprema Khamenei viene eletto come successore il suo secondogenito. La riunione degli 88 esperti si è svolta online in seguito all’attacco aereo israeliano condotto in mattinata dagli israeliani a Teheran sul palazzo dove era riunita l’Assemblea degli Esperti evacuata poco prima. L’edificio è stato completamente raso al suolo. Nel frattempo, l’Iran ha preso di mira le sedi diplomatiche Usa nel Golfo: missili sull’ambasciata a Riad, droni sul consolato statunitense a Dubai. Gli attacchi hanno spinto Trump ad evacuare il personale diplomatico dalle ambasciate in Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. Intanto, l’esercito israeliano ha annunciato di aver condotto una nuova ondata di attacchi a Teheran e Isfahan. Nell’incontro bilaterale alla Casa Banca con il cancelliere tedesco Merz Trump è stato molto chiaro:  “L’Iran ora vuole parlare, ma è troppo tardi. Gli abbiamo distrutto Marina, aviazione e difese aeree” ha detto durante la conferenza stampa a margine dell’incontro. Il Tycoon non risparmia nessuno e ha attaccato Londra e Madrid per la posizione sulle basi militari. Per quanto riguarda l’impennata dei prezzi di petrolio e gas ha rassicurato: “Scenderanno prima di quando finirà la guerra”.  Mentre per quanto riguarda i nostri connazionali negli Emirati la situazione è costantemente monitorata dall’Unità di Crisi della Farnesina. Nella serata di ieri è atterrato a Malpensa l’aereo partito da Abu Dhabi con a bordo 200 studenti che erano rimasti bloccati a Dubai. Il ministro Tajani ha convocato l’ambasciatore iraniano dopo l’attacco ad una base britannica a Cipro ribadendo a chiare lettere al suo omologo che: “L’Italia non è in guerra”. Mattarella dal Quirinale ha tenuto un discorso contro i conflitti: “La guerra è tornata a spargere sangue nel mondo, anche non lontano da noi, non dobbiamo rassegnarci”. Sul fronte libanese, ultimo avamposto indifeso e lontano dal conflitto poche ore fa l’esercito israeliano è entrato via terra conquistando diversi punti. Colpito tra gli altri un quartier generale del gruppo islamista alleato di Hamas e Hezbollah, nella città di Sidone. L’Iran per bocca del suo portavoce agli esteri considera gli atti difensivi di Gran Bretagna, Francia e Germania come: “Atti di guerra in complicità con gli aggressori”. Parole pesanti rivolte alle dichiarazioni dei partner europei su possibili azioni militari di ritorsioni contro l’Iran nei paesi del Golfo. Una guerra senza quartiere che sarà all’apice anche di atti di terrorismo internazionale nella maggiori capitali del pianeta, l’allerta della sicurezza sul fronte cyber è altissima.

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