Medioriente: Israele avanza in Libano, rinviati i funerali di Khamenei. I servizi italiani: «Allarme terrorismo»

mercoledì, 4 Marzo 2026
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Libano

I funerali di Ali Khamenei sono stati rimandati a data da destinarsi. Lo hanno deciso a Teheran. L’agenzia di stampa Tasnim ha fatto sapere che le cerimonie funebri in onore della Guida Suprema, ucciso nella prima ondata di attacchi americani e israeliani di sabato mattina, sono state rinviate per imprecisate ragioni. Il rito sarebbe dovuto iniziare nella serata del 4 marzo nella Mosalla di Teheran alle 22 ora locale e protrarsi per tre giorni. La Mosalla è il grande complesso religioso della capitale iraniana utilizzato per le preghiere collettive, le cerimonie ufficiali e le commemorazioni pubbliche di alto profilo.

Mentre infuria la battaglia nella quale ci è finito anche il Kuwait, oggetto di attacchi da parte di Teheran, i Guardiani della rivoluzione hanno annunciato di aver colpito oggi postazioni di “gruppi separatisti” curdi nel Kurdistan iracheno con tre missili. Secondo l’emittente irachena Rudaw, la base del Kurdish Freedom Party, gruppo di opposizione curdo iraniano, situata nella provincia di Erbil, è stata colpita da due missili, che hanno causato la morte di un combattente e il ferimento di altri tre. Dal canto suo, l’Idf prende atto, per bocca del portavoce militare Effie Defrin, che «il regime iraniano ha ancora una capacità di fuoco significativa e ricordo che la nostra difesa non è impenetrabile», e ha invitato invitando la popolazione in Israele a seguire sempre le istruzioni dell’Home Front Command. Israele continua la sua guerra “personale” con Hezbollah. I media statali libanesi riferiscono che l’esercito israeliano è entrato nella città di Khiam, nel Libano meridionale, a circa sei chilometri dal confine tra Libano e Israele. La città è sottoposta a continui bombardamenti di artiglieria perché la decisione di schierare truppe più in profondità nel Libano meridionale fa parte di una strategia di difesa avanzata rafforzata in seguito agli attacchi di Hezbollah.

Ormai il Libano è oggi profondamente coinvolto nella guerra in Medio Oriente soprattutto a causa della presenza di Hezbollah, il movimento sciita libanese sostenuto dall’Iran, che funge da principale “intermediario” di Teheran nella regione. Il ‘Partito di Dio’ guidato da Naim Qassem è nato con il sostegno politico, economico e militare iraniano e continua a essere considerato dagli israeliani e dagli Stati Uniti un braccio operativo della Repubblica islamica. La guida storica del gruppo Hassan Nasrallah, ucciso il 27 settembre del 2024 in un raid israeliano su Beirut sud, ha più volte rivendicato l’alleanza con Teheran e sostenuto la strategia dell’Asse della resistenza, la rete di alleanze che unisce l’Iran ad attori armati attivi contro Israele e che è composta, oltre Hezbollah, anche dagli Houthi nello Yemen e dalle milizie sciite in Iraq. Negli ultimi anni Hezbollah è intervenuto più volte a sostegno degli interessi iraniani nella regione, lanciando razzi e droni contro Israele con l’obiettivo dichiarato di esercitare pressione militare su Tel Aviv e proteggere l’influenza iraniana nel Medio Oriente.

Intanto, secondo la relazione annuale 2026 dell’agenzia di intelligence Dis, la situazione in Iran fa temere un’escalation che potrebbe avere un impatto anche sulla minaccia terroristica. Con l’ampliamento del conflitto mediorientale verso l’Iran non può escludersi un innalzamento, anche in Europa e in Italia, del rischio terrorismo, soprattutto rispetto a target israeliani o statunitensi. In prospettiva, la propaganda jihadista potrebbe, in modo opportunistico, strumentalizzare un eventuale conflitto che coinvolga Teheran, «invocando una jihad globale contro il comune nemico occidentale».

In Europa si valuta attentamente la situazione. La Francia, che attualmente presiede il G7, ha annunciato che probabilmente all’inizio della prossima settimana si terrà una riunione dei ministri delle Finanze per «valutare eventualmente le risposte necessarie» alla guerra in Medio Oriente. «Ho parlato con tutti, in particolare con Scott Bessent, segretario di Stato al Tesoro americano. E abbiamo concordato di organizzare una riunione che si terrà probabilmente all’inizio della prossima settimana, con i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali – ha dichiarato il ministro dell’Economia e delle Finanze francese Roland Lescure alla radio Franceinfo – vogliamo lasciar passare una settimana, vedere come evolve il conflitto, vedere come evolvono i mercati – ha aggiunto – precisando di essere in stretto contatto con i suoi omologhi delle Finanze da tre giorni in modo bilaterale.

La Francia presiede quest’anno il G7, che comprende Stati Uniti, Giappone, Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Italia.

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