Istat, cresce occupazione ma chiudono attività commerciali. Verona in  cima alla lista nera 

giovedì, 12 Marzo 2026
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Una fotografia in parte positiva quella data dall’Istat che vede nel nostro Paese a partire dai primi mesi del 2026 una crescita dell’occupazione stabile e a tempo indeterminato a scapito di una discesa della disoccupazione in tutto il Paese. Nel quarto trimestre del 2025 il numero di occupati, che si attesta a 24 milioni 121 mila, è aumentato su base congiunturale (+37 mila, +0,2% sul terzo trimestre 2025), a seguito di una crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+76 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+21 mila, +0,4%) più marcata rispetto al calo dei dipendenti a tempo determinato (-60 mila, -2,4%); si riduce il numero di disoccupati (-84 mila, -5,5% in tre mesi) e aumenta quello degli inattivi di 15-64 anni (+61 mila, +0,5%). Al netto degli effetti stagionali, spiega l’Istat, il tasso di occupazione è stabile al 62,5%, quello di disoccupazione cala al 5,6% (-0,3 punti) e il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,2 punti). Mentre nei dati provvisori di gennaio 2026, rispetto al mese precedente, l’aumento del numero di occupati (+0,3%) e del relativo tasso (+0,2 punti) si associa alla diminuzione del tasso di disoccupazione (-0,4 punti) e alla crescita di quello di inattività 15-64 anni (+0,1 punti). Triste primato va alla città di Verona che si piazza al 12esimo posto in Italia per velocitа’ di chiusura delle attivitа’ commerciali qui l’emorragia dei negozi non si ferma secondo l’osservatorio sulla demografia d’impresa, curato da Confcommercio. I dati Istat-Tagliacarne, scattano una fotografia impietosa del commercio scaligero: tra il 2012 e il 2025, la cittа’ ha perso 681 negozi tra sede fissa e ambulanti. E con un crollo del -32,5%, Il calo non è uniforme, ma colpisce ovunque. A soffrire maggiormente sono le aree fuori dal cuore antico, dove le serrande abbassate sono state ben 499 (-30,3%). Anche il “salotto buono” del centro storico non  rimane immune, con 182 negozi spariti nel decennio (-25,5%). M all dato più allarmante riguarda gli ambulanti che a Verona sono letteralmente dimezzati: la riduzione supera il 57%, con 201 imprese in meno rispetto al 2012. A sparire sono soprattutto i pilastri dello shopping tradizionale: Abbigliamento, calzature mobili libri giocattoli ed edicole. E se il commercio al dettaglio piange, il settore dell’ospitalitа’ e della ristorazione mostra una vitalitа’ sorprendente, esplodono infatti le nuove forme di accoglienza. I B&B e le locazioni turistiche in centro storico sono passati da appena 24 nel 2012 a 157 nel 2025. Quindi più turismo e meno attività rivolte al cittadino. 

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