Tragedia tram Milano: era alla guida con il cellulare. Svolta nelle indagini

venerdì, 20 Marzo 2026
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Ci sarebbe una svolta purtroppo negativa nelle indagini legate all’incidente che ha visto deragliare  il tram della linea 9 a Milano lo scorso febbraio .  Secondo gli accertamenti della Polizia locale il macchinista sarebbe stato alla guida del tram con il cellulare in mano almeno fino a dodici secondi prima che il suo mezzo bruciasse  e si schiantasse contro un palazzo. A riportarlo oggi diverse testate nazionali tra cui Corriere, Repubblica e Il Giorno. Dodici secondi maledetti a quanto pare che sembrerebbero emergano dagli esami sul cellulare dell’autista ma che forse potrebbero essere in realtà di meno. Gli inquirenti  lavorano per “riallineare” quel tempo con l’orario esatto dell’incidente, minuti e frazioni di secondi che arriveranno soltanto nel momento in cui investigatori e inquirenti apriranno la scatola nera. Per i legali del tranviere
la comunicazione si sarebbe interrotta almeno un minuto e mezzo prima dello schianto. La chiamata è durata 3 minuti e 40 secondi durante i quali il macchinista avrebbe parlato con il collega che gli aveva dato il cambio più o meno mezz’ora prima.  Lo stesso con cui, in piazza Oberdan, avrebbe sistemato la pedana per far salire a bordo un disabile, operazione che poi in zona stazione Centrale avrebbe fatto da solo, ferendosi al piede sinistro. A suo dire la causa del malore che mezz’ora dopo gli avrebbe causato la “sincope vasovagale” che gli avrebbe fatto perdere i sensi. Quest’ultima infatti è la tesi perseguita dalla difesa dell’autista milanese.  Il conducente al momento rimane indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose e sembrerebbe non aver mai segnalato il malore alla centrale operativa di Atm.  Nella giornata di ieri agenti, e carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, si sono presentati nell’azienda milanese e in una sede dislocata del ministero dei Trasporti per un ordine di esibizione documenti. Ad essere state perquisite molteplici carte sul tram da quelle sulla manutenzione alle circolari interne per l’uso dei telefoni mobili in cabina. A quanto sempre e dalle prime indiscrezioni emerse i dati tecnici (gps e analisi dati telefonici) smentiscono la ricostruzione data alla stampa, che peraltro dimostrerebbero che l’indagato non era al telefono al momento dell’impatto. Questa la tesi del team legale dell’autista indagato che era alla guida del tram deragliato il 27 febbraio a Milano. Ma tutte le piste sono aperte una su tutte: la telefonata di quel pomeriggio tra l’autista e un suo collega. Questa potrebbe inchiodare il colpevole del disastro.

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