Un’operazione di terra lunga settimane fatta di incursioni mirate e non un’invasione vera e propria su larga scala. Il Pentagono fa previsioni e lima i piani per la prossima fase della guerra in Iran. Donald Trump dall’alto del suo Air Force One risponde alla stampa e prepara il terreno qualora si decidesse per un escalation che potrebbe essere di portata davvero pesante. L’Iran si è detto pronto a fronteggiare sul campo gli americani e li ha sfidati: “Li aspettiamo, daremo loro fuoco” queste le parole di minaccia da parte del potente capo del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf che ha aggiunto: “Abbiamo avuto un cambio di regime. Un regime è stato decimato, il successivo anche è tutto morto e ora stiamo avendo a che fare con un terzo regime, con persone diverse da prima”. E dal canto suo Trump ha dato l’ok per aumentare i contingenti negoziando con gli iraniani direttamente e indirettamente. Il Tycoon conferma: “Ci hanno dato dieci navi nei giorni scorsi e oggi ci hanno dato come tributo e segno di rispetto 20 navi molto grandi che attraverseranno lo Stretto di Hormuz a partire da domani mattinaStiamo andando molto bene nelle trattative ma non si mai”. Poi si è detto fiducioso su un prossimo accordo d pace, i negoziati vanno avanti a gonfie vele e a chi gli chiedeva della possibilità di dispiegare truppe a terra, il presidente ha risposto: “abbiamo molte opzioni”. Mentre alla domanda: Se l’ayatollah Mojtaba Khamenei fosse vivo, Trump risponde: “ Si potrebbe essere vivo ma probabilmente seriamente ferito”. Ma mentre l’inquilino della Casa Bianca è possibilista dura arriva la risposta dell’Iran in merito a possibili accordi. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, non più tardi di stamane ha definito le proposte degli Usa, articolate in 15 punti, come eccessive e irragionevoli. Secondo fonti media iraniane non ci sono stati contatti diretti con gli Stati Uniti e i messaggi ricevuti da Washington sono arrivati tramite intermediari, tra cui il Pakistan. Il funzionario ha aggiunto che la posizione dell’Iran sulle questioni in discussione è chiara e che Teheran rimane concentrata sul proprio quadro di riferimento.



