FIGC, Gravina: “Dimissioni scelta meditata”. Tutte le interviste | Video

giovedì, 2 Aprile 2026
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Le dimissioni di Gabriele Gravina segnano l’apertura di una fase nuova per il calcio italiano, dopo il vertice straordinario in Figc convocato all’indomani dell’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali, la terza consecutiva. Una crisi che ha spinto il numero uno federale a farsi da parte nonostante le pressioni ricevute per restare. Ora il percorso porta verso l’assemblea elettiva fissata per il 22 giugno, con circa quaranta giorni per la presentazione delle candidature e un confronto interno tra le componenti chiamato a definire assetti e priorità del sistema.

FIGC, Gravina lascia via Allegri emozionato

“Dopo tanti anni c’è un sentimento di grande amarezza, ma anche di grande serenità. Ringrazio tutte le componenti che anche oggi mi hanno dimostrato sostegno, grande stima e affetto, ma anche insistenza nel continuare, ma la mia scelta personale era una scelta convinta e meditata”. Così Gabriele Gravina ha lasciato la sede di via Allegri.

Un concetto ribadito più volte: “C’è grande amarezza ma anche serenità. Ringrazio per la vicinanza, il sostegno e l’insistenza nel continuare, ma la mia decisione era già convinta e meditata”.

Le reazioni delle componenti federali

Invita a mettere da parte, almeno per ora, la corsa alle candidature Giancarlo Abete: “In questa fase non è il momento di pensare ai nomi, ma di aprire un confronto serio sui problemi del calcio italiano”. Il presidente della Lnd ricorda che “ci sono quaranta giorni prima dell’assemblea per presentare eventuali candidature”, ma ribadisce che la priorità resta il merito.

Sulla possibilità di scendere in campo in prima persona, Abete taglia corto: “Non è un tema che mi pongo adesso. Prima vengono i problemi, non le persone”.

Il punto, sottolinea, è strutturale: “Bisogna capire perché per tre volte non siamo riusciti a qualificarci ai Mondiali e come evitare che accada ancora. C’è un calo oggettivo della competitività, non è un episodio ma una tendenza”.

Quanto al percorso elettorale, nessun profilo già scritto: “Non esistono candidati predefiniti, saranno le componenti a fare le loro valutazioni in autonomia. Prima il confronto interno, poi quello tra le componenti per cercare soluzioni condivise”.

E sulle riforme: “Non parlerei di rivoluzione, ma di un percorso riformatore, nel rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo e degli statuti di federazione, Coni, Uefa e Fifa”.

Nessuna indicazione di nomi anche da parte della Serie A. Il presidente Ezio Maria Simonelli chiarisce: “Non si è fatto alcun ragionamento sui candidati”. Piuttosto, sottolinea, “la Serie A deve rivendicare un ruolo centrale e di guida”.

Le priorità, secondo Simonelli, sono chiare: “Serve lavorare sulle riforme, investire sui giovani e rafforzare la governance e la solidità dei club per tornare competitivi”.

Dalla componente calciatori, Umberto Calcagno esprime rammarico ma invita a guardare avanti: “Sono personalmente dispiaciuto per le dimissioni del presidente Gravina, ma dobbiamo trasformare questo momento di difficoltà in un’opportunità”.

Tra i temi da affrontare, quello dello spazio agli italiani: “Finalmente si parla di questioni che portiamo avanti da tempo, come il fatto che gli italiani giochino poco. La Federazione non ha strumenti per imporlo, ma con la politica si possono studiare norme che vadano in questa direzione”.

Infine, un invito a superare le contrapposizioni: “Non è una guerra allo straniero, dobbiamo uscire da questa logica e trovare un equilibrio tra competitività e valorizzazione dei giocatori italiani”.

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