Non é un buon momento per il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il giorno trentacinquesimo della guerra condotta da Usa e Israele contro l’Iran ha segnato una svolta del tutto inaspettata e paradossale. Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti d’America si assiste ad una ribellione – ovviamente silenziata dai Media Mainstream occidentali – che scuote i più alti livelli del comando militare americano. Il Capo di Stato Maggiore congiunto dell’esercito a stelle e strisce, Randy George, si é dimesso con effetto immediato e il Segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha destituito ben dodici generali statunitensi, fra cui il Comandante dell’Esercito. Qual’é la ragione di questo terremoto che ha investito l’esercito Usa? Semplice, il Pentagono sta sprofondando in divisioni interne, rifiutando gli ordini suicidi di Trump di invadere l’Iran via terra. Gli ufficiali di carriera americani, che hanno lasciato l’incarico, avendo una reale esperienza nei teatri di guerra, avevano ben compreso che i piani di Trump per uno sbarco a terra (sull’isola di Kharg o per rubare l’uranio) sarebbero stati un massacro per i Marines. I generali hanno scelto la ribellione o le dimissioni, piuttosto che mandare migliaia di soldati americani incontro alla morte. In effetti un’operazione di terra statunitense in territorio iraniano era apparsa a tutti gli analisti militari come una missione suicida. L’isola di Kharg situata nel Golfo Persico é vicinissima alla costa iraniana, per cui l’esercito di Teheran potrebbe tenerla sotto tiro ininterrottamente. Nessuna forza di invasione potrebbe resistere, anche se preparata e ben addestrata come i Marines. Il territorio interno dell’Iran, poi, é montuoso, per cui le comunicazioni sono difficili e le imboscate sarebbero all’ordine del giorno. Per invadere l’Iran ci vorrebbe un esercito di almeno un milione di uomini. E gli Usa non dispongono di una forza simile, pronta al combattimento. Quella dell’esercito degli Stati Uniti non é l’unica rivolta contro Donald Trump. Svariati membri della Camera dei rappresentanti Usa si sono scagliati contro la disastrosa guerra intrapresa da Donald Trump in Medio Oriente. Anche la popolazione americana é scesa in strada per protestare contro la guerra di Trump, che sta mettendo in ginocchio l’economia a causa dell’inflazione dovuta all’aumento del prezzo del petrolio. Vari paesi europei e la stessa Nato hanno preso le distanze dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran. Arriverà Trump a fine mandato?
Iran. La rivolta dei militari contro Trump
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