Crans Montana,caso risolto: niente spese per i familiari delle vittime 

martedì, 21 Aprile 2026
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Ennesimo caso diplomatico legato alla strage di Capodanno che ha colpito nel cuore la Svizzera e l’Italia con le sue giovani vittime. La strage di Crans Montana ritorna sulle cronache stavolta per un eccesso di zelo davvero singolare di un funzionario diplomatico che poteva forse risparmiarsi per rispetto il gesto di battere cassa sui familiari delle vittime. Un’amara sorpresa infatti si aggiunge al dolore che dura da quasi quattro mesi per i parenti delle vittime della tragedia a cui ora a distanza di quattro mesi dal rogo che ha colpito il Costellation si sono visti recapitare probabilmente per «errore», salatissime fatture provenienti dall’ospedale cantonale di Sion. Importi da capogiro per un brevissimo ricovero: in due casi poco più di 17mila franchi (pari a poco più di 18mila euro), fino ad arrivare ai 66.810 franchi (73mila euro) dell’ultima parcella. In calce, c’è una piccola postilla: “La fattura non deve essere pagata”. Si tratta dell’ennesimo inciampo nei rapporti tra l’Italia e la Svizzera causato da un errore, come è stato definito nei corridoi governativi del Cantone del Vallese, generato probabilmente da un funzionario eccessivamente zelante, o distratto. Nella nota si legge: “Le prestazioni mediche dell’ospedale del Vallese non sono a carico delle famiglie”, ha voluto precisare il dipartimento cantonale della sanità, che fa capo direttamente al presidente vallesano Mathias Reynard. Per tre delle famiglie italiane delle giovani vittime non c’è pace a quanto pare e la ferita ora è stata riaperta addirittura rischiando pure di pagare pecunia. Per fortuna a risolvere l’incidente diplomatico e a togliersi dall’impasse una telefonata tra il Presidente del Canton Titubi e l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado. Il primo assicura che si farà carico delle spese e nulla è dovuto ai familiari delle giovani vittime. Caso risolto, scuse arrivate e soprattutto è stata in extremis trovata la soluzione più giusta ed elegante possibile: le spese sanitarie saranno sostenute in toto dal Cantone del Vallese, ed eventualmente dalla Confederazione svizzera, nulla sarà chiesto allo Stato italiano, come del resto avevano annunciato sin dall’inizio.

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