Iran-Usa:Trump e la lista nera. Secondo round sui negoziati

giovedì, 23 Aprile 2026
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Trump dispone, decide fa il guerrafondaio e si fa giustizia anche da solo in una guerra che sta diventando sempre ogni giorno sul fronte Medio Oriente una lotta di potere, di rivendicazione e di poco rispetto del diritto internazionale scavalcato troppo spesso da interessi personali e logiche di scarso buon senso. L’ultima trovata degli States è la Casa Bianca che a quanto pare ha messo a punto una lista dei paesi della Nato dividendoli in “buoni e cattivi” e l’amministrazione Trump sta valutando in queste ore come punire gli alleati che si sono rifiutati di sostenere la guerra contro l’Iran. Secondo alcune fonti, i membri dell’Alleanza sono stati divisi in tre fasce e parte della loro valutazione è legata ai loro contributi alla Nato. E come se non bastasse è notizia delle ultime ore che tra i grandi silurati dell’amministrazione a stelle e strisce figura anche il segretario della Marina John Phelan, licenziato dopo mesi di tensioni con il capo del Pentagono Pete Hegseth. Secondo quanto riportato dai media americani, ad alimentare gli attriti sarebbero stati gli stretti rapporti di Phelan con il presidente Donald Trump. Frequenti gli incontri tra i due a Mar-a-Lago e Phelan avrebbe suggerito direttamente al presidente l’idea di ammodernare la flotta, scavalcando Hegseth. Una mossa che il capo del Pentagono non ha digerito e ha deciso di silurarlo. Intanto al cinquantaquattresimo giorno di guerra sul fronte iraniano L’Onu dal canto suo sta lavorando per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell’Unifil, la cui missione termina a dicembre. A dichiararlo oggi il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace. Il Consiglio di sicurezza ha richiesto opzioni per una possibile presenza dell’Onu dopo l’Unifil entro il 1° giugno di quest’anno. A confermarlo da Ginevra Jean-Pierre Lacroix. Buone notizie infine giungono sul fronte dei negoziati in Pakistan: il primo ministro pachistano, Shehbaz Sharif, e il capo dell’esercito di Islamabad, Asim Munir, pare stiano tentando a tutti i livelli di sostenere una soluzione pacifica al conflitto, la diplomazia è al lavoro.

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