Decreto Sicurezza, ok della Camera: ecco cosa prevede

venerdì, 24 Aprile 2026
2 minuti di lettura

 

Il decreto Sicurezza è finalmente legge.  L’aula della Camera lo ha approvato con 162 voti favorevoli, 102 contrari ed un astenuto. Ora è previsto un consiglio dei ministri nell’aula del governo a Montecitorio per il decreto correttivo sul contestato bonus per i rimpatri.Dopo una stretta finale oggi giornata di votazioni e si è raggiunto l’ok anche alla Camera dopo il primo semaforo verde al Senato. Una manciata di articoli per l’esattezza circa 33, il decreto firmato dal governo Meloni, comprende misure per la lotta alla criminalità, specie giovanile, sanzioni più severe per manifestazioni e cortei, norme su organici e tutele delle forze dell’ordine e altre sulla gestione dell’immigrazione. Questi i grandi temi contenuti nel pacchetto sicurezza varato dal governo il 5 febbraio e firmato dal presidente della Repubblica 19 giorni dopo. Dopo giorni di tensione sulla norma che concede un incentivo agli avvocati per i rimpatri dei migranti, la maggioranza ha blindato il provvedimento nella sua versione originaria con il primo voto alla Camera. Il correttivo, messo a punto dopo i rilievi del Quirinale è finalmente legge.

Vediamo cosa prevede nello specifico punto per punto:

Lotta ai maranza

Nel dettaglio, l’articolo 1 interviene nella lotta ai “maranza” e introduce il divieto di porto d’arma e coltelli con la deroga sulle tipologie di coltelli che si possono portare in giro anche senza una motivazione valida. Rischia da 6 mesi a 3 anni chi porta lame di almeno 8 cm. Ma c’è il “giustificato motivo” per i coltelli più piccoli da artigianato. Resta il “trattenimento” di una persona, fino a 12 ore, se c’è il rischio che creino pericolo su cortei. Il pm però può revocare.

Stretta sui cortei 

Tra gli articoli più contestati dal centrosinistra, c’è la “stretta” su manifestazioni e occupazioni: per le prime viene introdotto il fermo preventivo fino a 12 ore, che scatta per impedire che una persona, considerata pericolosa, possa partecipare a una manifestazione. Riguardo le occupazioni di immobili, previste sanzioni fino a 7 anni e fino a 6 anni per chi blocca strade e ferrovie.

Scudo penale

Altra novità è il cosiddetto scudo penale previsto inizialmente per le forze dell’ordine, e poi esteso a tutti coloro che, se commettono un reato con una causa di giustificazione, vengono iscritti in un registro indagati distinto.

Rimpatri dei migranti

La novità – approvata con il primo via libera del Senato – prevede che il Consiglio nazionale forense sia coinvolto nel sistema di incentivi che premia l’avvocato che segue il rimpatrio volontario di un migrante. Al legale andrebbe un contributo di 615 euro e solo a rimpatrio concluso.

Penitenziaria e carceri

Si ampliano i poteri della polizia penitenziaria: l’articolo 15 introduce le operazioni degli agenti sotto copertura nelle carceri. La norma ha sollevato la ferma protesta dei garanti per i detenuti di tutta Italia e di oltre 190 organizzazioni, da Antigone a Gruppo Abele, da Arci a Cgil nazionale all’ Acli, secondo cui questa misura peggiorerà “la situazione insostenibile per le carceri” e “rischia di avere gravi conseguenze sulla vita democratica del Paese””.

Droga

Si cancella la “lieve entità”, limitando la possibilità di applicare la riduzione di pena in caso di spaccio “continuativo”. Anche questo articolo farà lievitare il numero degli arrestati e il tema del sovraffollamento carcerario.

Permesso retribuito per i familiari delle forze dell’ordine

Per i familiari delle vittime del dovere (le forze dell’ordine), è introdotto il permesso retribuito: per un massimo di 18 ore all’anno, da restituire, è concesso per assentarsi dal lavoro e partecipare ad iniziative pubbliche o e di testimonianza nelle scuole. Non vale però per i parenti degli innocenti uccisi dalle mafie (considerati per i benefici in altri commi). Le associazioni antimafia chiedono: o è un errore da correggere, o è una forma di bavaglio.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.