Inchiesta sul designatore Gianluca Rocchi, le notizie di oggi sono due. La prima è che altri due arbitri sono finiti nel mirino della Procura di Milano. La seconda è che l’inchiesta è partita almeno un anno e mezzo fa, ma solo da pochi giorni è diventata di dominio pubblico.
La notizia vera è però un’altra: il baraccone del football nostrano stavolta può davvero saltare per aria. Se l’inchiesta si allarga, se si scoprono altri altarini, se si viene a sapere che, negli ultimi anni, l’esito di diverse partite della Serie A e di Coppa Italia è stato condizionato dalle “manine” di arbitri e Var, se emerge tutto questo, la credibilità delle strutture del calcio italiano potrebbe essere definitivamente compromessa.
Le conseguenze in tale caso potrebbero essere, non pesanti, ma catastrofiche. Una possibilità sarebbe ad esempio l’esclusione delle squadre italiane dalle coppe europee non si sa bene per quanto tempo. Ma basterebbe solo un anno per mandare in crisi profonda i nostri maggiori club. Un’altra sarebbe la revoca all’Italia dell’assegnazione degli Europei del 2032.
Queste terrificanti possibilità si verificherebbero nel caso in cui l’inchiesta sugli arbitraggi portasse al commissariamento della Federcalcio da parte del Coni. A spalancare simili scenari ha provveduto il presidente della Lega di Serie A, Ezio Simonelli, che ha riferito alla stampa l’esito del colloquio avuto con il numero uno della Uefa Alksander Ceferin.
Attenti, insomma, a come ci muoviamo perché in Europa sono già pronti con lo schioppo. E, a calibrare bene i suoi movimenti, deve essere anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, il quale, secondo i soliti maligni, sarebbe sul punto di tornare alla carica per la nomina di un commissario alla Figc, come già dallo stesso ministro richiesto, qualche settimana fa, all’indomani delle dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della Federazione calcistica italiana.
Insomma, l’italico mondo del pallone sta passando davvero un gran brutto momento. E non c’è solo Arbitropoli. C’è anche, a deprimere i tifosi italiani, l’esclusione della Nazionale di calcio dai Mondiali per la terza volta consecutiva. E mettiamoci pure, a “rallegrare” l’ambiente, lo scandaletto delle escort, pagate a suon di migliaia di euro a serata, che avrebbero fatto un po’ divertire i calciatori della Serie A a Milano.
Il fatto più sconcertante di tutta questa vicenda è che l’inchiesta sugli arbitri non è che l’ultima puntata di una grottesca telenovela che dura da diversi decenni.
Vale la pena infatti ricordare che, esattamente 20 anni fa, esplose il caso di Calciopoli, uno scandalo gigantesco che coinvolse diverse società calcistiche e portò alle dimissioni dei vertici della Figc e dell’allora direttore sportivo della Juventus Luciano Moggi. Anche all’epoca rischiammo brutto, ma poi, qualche mese dopo, arrivò la vittoria della Nazionale italiana ai Mondiali di Germania e finì tutto a tarallucci e vino. Né possiamo dimenticare la vicenda del calcio scommesse che esplose nel 1980 e che portò a pesanti squalifiche di allora giovani e promettenti calciatori italiani, i quali furono accusati di aver “venduto” partite ad allibratori spregiudicati.
Al dunque, sono decenni che il mondo del calcio italiano è inquinato da affaristi da quattro soldi, afflitto da dirigenti incapaci, indebolito da veleni e lotte intestine. Finora abbiamo pensato solo a nascondere la polvere sotto il tappeto e a continuare allegramente con le solite pratiche disinvolte ogni volta che era passata la bufera. Stavolta però potrebbe non finire così. O ne approfittiamo per fare veramente pulizia. O il pallone ci potrebbe davvero scoppiare in mano.



