La conferenza stampa nella sede Rai di via Asiago si fa megafono delle rivendicazioni sindacali in occasione della presentazione del Concerto del Primo Maggio. Tra i microfoni della storica sede e il palco di Piazza San Giovanni, i leader di CGIL, CISL e UIL hanno analizzato il nuovo Decreto Lavoro varato dal Consiglio dei Ministri con Maurizio Landini che è tornato ad attaccare il governo rispetto ai due colleghi.
Decreto Lavoro, le parole dei segretari dalla conferenza del Primo Maggio
Daniela Fumarola, segretaria generale aggiunta della CISL, ha accolto con favore l’impianto del decreto, focalizzandosi sulla centralità della contrattazione leader come argine allo sfruttamento. “Al di sotto del Trattamento Economico Complessivo dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative non è salario degno”, ha affermato la Fumarola, sottolineando che questo risultato conferma come la buona contrattazione sia l’unico riferimento possibile. “Tutto ciò che è al di sotto significa contrattazione in dumping che noi dobbiamo assolutamente combattere. Il lavoro è dignità e dobbiamo restituirla qualificando le imprese”, ha aggiunto la segretaria della CISL, insistendo sulla necessità di una contrattazione “sartoriale” che permetta ai giovani e alle donne di realizzare il proprio progetto di vita senza dover scegliere, nel caso delle lavoratrici, tra famiglia e carriera.
Di parere radicalmente opposto è apparso Maurizio Landini, che ha stroncato il provvedimento denunciando l’assenza di investimenti diretti per i dipendenti. “Ho trovato singolare che il giorno della festa dei lavoratori tutti i soldi dentro il decreto sono per le imprese. Per i lavoratori non c’è un euro”, ha attaccato il segretario generale della CGIL, giudicando inefficace la pioggia di incentivi alle assunzioni. Landini ha poi spostato l’attenzione sui rischi fiscali: “C’è un tema di fondo che si chiama Fiscal Drag. Senza interventi, anche nel 2026 un reddito sopra i 30.000 euro lordi rischia di pagare dai 1.000 ai 1.500 euro di tasse in più”. Durante la conferenza, il leader della CGIL ha inoltre richiamato alla sfida dell’intelligenza artificiale, ribadendo che “deve prevalere l’intelligenza umana, è lei che la governa e non viceversa. La tecnologia non è neutra, dipende da chi la progetta e per quali finalità”.
Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della UIL, ha invece espresso soddisfazione per il riconoscimento legislativo della contrattazione di qualità. “Siamo molto soddisfatti perché per la prima volta un intervento identifica il salario giusto con i contratti di Cgil, Cisl e Uil. Il Governo ha deciso di condizionare gli sgravi fiscali all’utilizzo di questi contratti”, ha spiegato Bombardieri, vedendo in questo passaggio un colpo ai contratti “pirata”. Tuttavia, il leader della UIL ha denunciato la precarietà che ancora affligge il sistema: “Abbiamo 2 milioni di ragazzi che non cercano occupazione e oltre 3 milioni di lavoratori in part-time involontario imposto dai datori di lavoro”. Per Bombardieri, il grande evento di Piazza San Giovanni deve essere l’occasione per dare voce a chi vive queste difficoltà: “Forse è arrivato il momento di pensare a una Woodstock della musica in Italia per unire queste voci e dare una speranza per il futuro”.
Nonostante le diverse sfumature sul decreto, i tre leader hanno confermato la compattezza della piazza unitaria di Porto Marghera, legandola a una responsabilità comune. “Essere unitari non vuol dire pensarla nello stesso modo, ma l’assunzione di responsabilità deve portare a fare proposte condivise”, ha sottolineato Landini.



