Elly Schlein è tornata a parlare di politica internazionale e interna a margine di un evento all’Istituto don Luigi Sturzo a Roma. L’occasione le ha permesso di affrontare tre temi caldi: le recenti dichiarazioni di Donald Trump contro Papa Leone XIV, l’uscita di Marianna Madia dal PD e la proposta di riforma della legge elettorale avanzata dal centrodestra. Tre nodi diversi, un filo rosso comune: la tenuta di una linea politica che vuole essere insieme ferma e inclusiva.
Elly Schlein la risposta a Trump: “Un attacco senza precedenti al Papa”
La segretaria dem non ha usato mezze misure nel commentare le ultime parole di Trump rivolte al Pontefice. “Non sono solo falsità, sono un attacco senza precedenti nella storia di un capo di stato al Papa perché predica la pace”, ha detto Schlein. Un affondo che punta dritto al centro: il problema non è solo la correttezza dei fatti, ma il gesto in sé. Attaccare il Papa perché chiede la pace è, secondo la leader del PD, “inspiegabile, inaccettabile e grave”.
Schlein ha poi ribaltato l’accusa: “Ciò che invece sta mettendo a rischio la vita di moltissime persone in giro per il mondo sono queste guerre che Trump continua a portare in diversi paesi. Ricordiamo che da quando ha iniziato ha già bombardato sette paesi”. La segretaria ha definito la guerra “illegale” e ha sottolineato come non solo stia producendo un prezzo altissimo sulle popolazioni coinvolte, ma stia anche rafforzando paradossalmente il regime teocratico iraniano, quello stesso regime contro cui il popolo iraniano lotta per la libertà.
Le conseguenze economiche di queste azioni militari unilaterali, che violano il diritto internazionale, sono devastanti anche per l’economia mondiale, Italia compresa. Schlein ha collegato il tema alla crisi del potere d’acquisto: “Noi abbiamo un problema serio in questo paese con il caro vita, perché gli stipendi degli italiani si sono abbassati di 8-9 punti negli ultimi quattro anni, lo dice l’ISTAT, e negli stessi anni il prezzo dei beni alimentari quando vanno a fare la spesa gli italiani sono aumentati del 25%”.
Il PD dopo Madia: “Un partito plurale e inclusivo”
L’uscita di Marianna Madia dal Partito Democratico ha riacceso il dibattito interno sulla necessità o meno di un nuovo centro. Schlein ha espresso dispiacere per l’addio, ricordando che Madia è stata “compagna di banco quando sono arrivata in parlamento”. Ha però sottolineato come l’ex deputata abbia dichiarato di voler comunque contribuire all’alleanza progressista che il PD sta costruendo “in maniera testardamente unitaria”.
La segretaria ha ribadito che il PD “continuerà a essere un partito plurale, orgoglioso di tutte le radici culturali che hanno dato vita a questo nostro partito”. La linea è quella dell’inclusività: “Noi continueremo in maniera inclusiva a cercare di costruire l’alleanza progressista”, ha detto Schlein, che si è detta contenta dei risultati elettorali ottenuti dal partito. La risalita dal minimo storico del 14% alle scorse politiche, quando “c’era chi scommetteva sulla fine del nostro partito”, è per lei la prova che la strategia funziona. “Invece oggi siamo la prima forza di opposizione, saldamente il perno attorno cui costruire questa alleanza progressista insieme ai nostri alleati, dando respiro a tutti”.
Schlein ha rivendicato il percorso comune fatto con le altre opposizioni: “Non dobbiamo partire da zero, ma dalle tante proposte legislative che abbiamo portato avanti con le altre opposizioni”, citando salario minimo e congedo parentale. L’obiettivo dichiarato è “continuare in questa direzione testarda dell’unità per battere queste destre” dopo quattro anni di governo che, secondo la leader dem, hanno prodotto “calo industriale, salari che si sono abbassati, liste d’attesa per la sanità che si sono allungate, un caro vita che morde alle caviglie delle famiglie italiane”. La conclusione è netta: “C’è bisogno veramente di altro” e “noi vogliamo costruire un’alternativa in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini”.
Legge elettorale: “Proposta del centrodestra irricevibile”
Sul fronte della riforma elettorale, Schlein ha chiuso ogni spiraglio alla proposta avanzata dal centrodestra. “Per noi è irricevibile”, ha dichiarato senza lasciare spazio a interpretazioni. L’apertura al dialogo annunciata da Fratelli d’Italia si è dunque scontrata con un muro netto da parte del PD, che evidentemente ritiene la proposta non negoziabile nei termini attuali.



