Trump attacca di nuovo il Papa, ma le reazioni sono diverse

mercoledì, 6 Maggio 2026
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Alla vigilia di un importante incontro che cambierà o no le sorti del mondo sicuramente dei rapporti di Usa e Santa Sede e sarà, diplomaticamente parlando, strategico per ricucire lo strappo tra Usa e Vaticano, c’è ad oggi fermento e molta aspettativa. Roma accoglierà il segretario di Stato Usa Rubio venerdì inevitabile analizzare la reazione dell’ultimo attacco del Tycoon al Papa. Attacco che però stavolta ha sfociato almeno nel secondo botta e risposta di Papa Leone a Trump delle reazioni del tutto diverse. Se Donald rimprovera a Leone poca credibilità politica su questioni come la pace in medioriente e soprattutto l’intricato capitolo relativo all’immigrazione e alla frange di povertà represse dalle forze dell’ordine americane, c’è da dire che l’opinione pubblica americana e internazionale vede in Trump ormai una figura debole, indecisa ed evanescente. La ragione sta nell’impossibilità di fare tris al Midterm americano e quindi di ricandidarsi alle presidenziali e spara a salve le sue ultime cartucce piene di livore e aggressività contro il Santo Padre. “Non è un politico non dovrebbe esprimersi” e ancora: “Se io non fossi alla Casa Bianca lui non sarebbe Pontefice”. Cattiverie e frecciate che però non scalfiscono minimamente Papa Leone ma soprattutto suscitano reazioni tiepide e profondo imbarazzo all’interno dell’ estabilishment politico a stelle e strisce. Vuoi perché Trump ormai disorientato dalla guerra e soprattutto da una una pace in Iran impossibile, cerca di spostare il fulcro delle attenzioni criticando dove può. Anche nel caso dell’attacco l’ennesimo perpetrato alla presidente del consiglio italiana Meloni la reazione è diversa quasi ridicolizzata dai suoi stessi tweet e anatemi su Truth. Che il Tyccon stia perdendo consensi tra i suoi elettori è ormai una certezza. E nell’ultimo attacco di Trump al Santo Padre colpisce la scelta dei tempi: proprio alla vigilia dell’arrivo a Roma del suo ministro degli esteri, Marco Rubio, che doveva abbassare la tensione Vaticano e Casa Bianca. Che Trump abbia di nuovo perso il senso della misura? E come reagisce il mondo cattolico americano all’offensiva trumpiana? Un importante esponente laico della comunità cattolica americana, Michael J. O’Loughlin, direttore della rivista National Catholic Reporter evidenzia che il Papa ha risposto di nuovo a Trump in modo significativo: «Spero di essere ascoltato per il valore della parola di Dio». Una risposta perfetta, ha ricordato infatti al Presidente la sua missione di leader religioso, anche se Trump ha scelto di trattare con il Papa come con qualunque altro leader politico che lo critica nelle sue scelte: va subito all’attacco commettendo di nuovo un errore enorme quello di inimicarsi i cattolici. Mossa sbagliata soprattutto per l’avvicinarsi come una mannaia del Midterm americano. Il Papa stando ai sondaggi ha molte più preferenze di lui se la vogliamo dire tutta tra gli elettori americani cattolici. In sintesi missione del segretario di Stato Rubio sarà più importante delle aggressive dichiarazioni ripetute di Trump. Il fatto stesso che l’incontro avvenga dimostra che sia il Vaticano che la Casa Bianca vogliono voltare pagina.

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