Cinecittà ha celebrato la sua notte più attesa con un risultato che sembrava scritto, ma che ha comunque sorpreso per la sua portata. “Le città di pianura” di Francesco Sossai ha dominato la 71esima edizione dei David di Donatello con otto statuette, eguagliando il record de “La Grande Bellezza” e confermando che quando l’Accademia del Cinema Italiano individua il suo favorito, non fa sconti. Sedici candidature, otto vittorie. Il film prodotto da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, con Rai Cinema, in collaborazione con Maze Pictures, ha portato a casa tutto quello che contava: miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura originale (firmata dallo stesso Sossai con Adriano Candiago), miglior produttore e miglior canzone originale (“Ti”, di Krano). Un trionfo che si è costruito nei mesi e che sul red carpet aveva già l’aria dell’inevitabile. Eppure Francesco Sossai, giovane regista alla sua opera di maggior visibilità, ha mantenuto sul palco un tono che oscillava tra lo stupore sincero e la consapevolezza politica. “È un risultato talmente inaspettato che ancora non me ne rendo conto”, ha dichiarato prima della cerimonia. Poi, una volta ricevuti i premi, ha alzato il tiro: “Sento la forza di tutta la mia generazione qui con me in questo momento. Sento le voci delle registe e dei registi che stanno rivolgendo il loro occhio all’Italia di oggi; mi sento qui anche un po’ per loro”. La frase ha risuonato ancora più forte dopo il richiamo del Presidente Mattarella sulla necessità di ascoltare le nuove voci del cinema italiano. E Sossai, forte dei suoi otto David, ha ribadito un concetto che in tempi di tagli e polemiche sui finanziamenti pubblici suona come un manifesto: “Il cinema non è un hobby, non è tempo libero, ma è veramente un modo importantissimo che ha il Paese di guardarsi allo specchio e di riflettere su dov’è e dove sta andando. Il cinema italiano è l’Italia, è il racconto del Paese che abbiamo sempre avuto e che ci serve in ogni momento. Questo deve essere riconosciuto con forza”.
A consegnare il premio per la miglior regia a Sossai è stato Matthew Modine, che ha esordito con una dichiarazione semplice e potente: “Non c’è Italia senza cinema, per me è un grande onore essere qui”.
Alla fine, la serata ha lasciato un’impressione chiara: il cinema italiano ha trovato in Francesco Sossai e in “Le città di pianura” un simbolo generazionale, ma anche un’occasione per rivendicare il proprio ruolo pubblico, politico, necessario.
David di Donatello 2026, l’intervista video a Sossai
Parole che hanno trovato eco in altre dichiarazioni della serata, come quella di Flavio Insinna, conduttore della cerimonia, che dopo aver consegnato il David dello Spettatore a “Buen Camino” ha detto senza mezzi termini: “Tutti i film sono un successo quando arrivano nelle sale, l’arte è una sfida. Meglio finanziare i film che incassano 1 euro, piuttosto che finanziare armi, droni e bombe”.
Tra i riconoscimenti alle interpretazioni, il David alla miglior attrice protagonista è andato ad Aurora Quattrocchi, che lo ha ritirato dalle mani di Raoul Bova con un intervento che ha mescolato gratitudine e rivendicazione: “Mi auguro che il cinema abbia sempre più successo e gioia, gioia mia. Che riaprano le sale cinematografiche, non se ne può più di quelle sale micragnose”. Quattrocchi ha avuto la meglio su una cinquina di altissimo livello che includeva Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Anna Ferzetti, Barbara Ronchi e Tecla Insolia. È stata anche la serata del trionfo per Matilda De Angelis, che questo clima di rivendicazione ha espresso una delle posizioni più nette: “Siamo qui stasera per celebrare il cinema, ma non possiamo dimenticare chi il cinema lo fa fisicamente, ogni giorno, con fatica e talento. Vedere questi set meravigliosi della Roma Antica ci ricorda che nulla di tutto questo esisterebbe senza i lavoratori, i tecnici, gli artigiani. Definire questo mondo un ‘circolo di privilegiati’ è un errore profondo: è un’industria fatta di persone che vivono di precarietà e che oggi chiedono giustamente tutele, dalla disoccupazione alla maternità. Io sto con loro, perché se la macchina si ferma, non c’è tappeto rosso che tenga”.
Il messaggio per Gaza
Ma se “Le città di pianura” ha dominato le categorie principali, la serata non ha mancato di regalare momenti di tensione politica. Omar Rammal, regista di “Everyday in Gaza”, ha vinto il David per il miglior cortometraggio e ha usato il palco per un discorso diretto, senza filtri: “Abbiamo girato questo film dall’esterno di Gaza, ma sono stati i nostri colleghi all’interno di Gaza a renderlo veramente possibile. Sotto bombe e fuoco portavano telecamere in una mano e la penna nell’altra. Filmare non era un lusso artistico, era un ultimo atto di sopravvivenza per raccontare al mondo ciò che stava accadendo”. Rammal ha continuato: “Mentre stasera in Europa celebriamo il cinema e la bellezza, non possiamo ignorare una realtà dolorosa. Il silenzio e la doppia morale di molti governi hanno contribuito a permettere che questo genocidio continuasse”. Ha chiuso il discorso dedicando il premio “ai membri della troupe che oggi non sono più con noi e al popolo di Gaza che continua a lottare per la libertà, la giustizia e la dignità. Basta silenzio e basta uccisioni. Palestina libera, Palestina libera, Palestina libera”. Un momento che ha diviso la platea, ma che è stato ripreso poco dopo da Lino Musella, vincitore del David come miglior attore non protagonista: “Voglio ringraziare gli uomini e le donne della Global Sumund Flotilla e chi si batte contro gli orrori del mondo. L’arte è una minaccia per gli autocrati e i fascisti come ha detto Robert De Niro qualche tempo fa. Cercherò di fare del mio meglio ed espormi nel lavoro e nella vita. Non smetterò mai di dire: Palestina libera”. Il cinema, insomma, non ha fatto finta di niente. E questa edizione dei David ha mostrato un’industria che vuole parlare, prendere posizione, non limitarsi a celebrare se stessa.
David Speciali
Tra i premi speciali, Ornella Muti ha ricevuto il David Speciale con la consueta eleganza: “È un riconoscimento importante e prestigioso. E sì, riesco ancora a sorprendermi”. Si prepara a sbarcare a Cannes con “Roma Elastica” di Bertrand Mandico, dove interpreta “una giornalista televisiva che intervista il personaggio di Marion Cotillard. È un film difficile da descrivere, va visto”. Vittorio Storaro, tre Oscar alla carriera, ha ricevuto il Premio Cinecittà David 71 dalle mani di Stefania Sandrelli. Un omaggio dovuto a uno dei direttori della fotografia più importanti nella storia del cinema mondiale. Gianni Amelio, insignito del David alla carriera, ha ricordato con ironia la sua prima candidatura: “Sono stato candidato alla carriera al mio terzo film, ex aequo a un maestro che aveva fatto un film più di me. E dal pubblico hanno detto: lo danno a uno che la carriera non l’ha mai fatta e a un altro che non la farà mai”. Poi l’annuncio: “Sto finendo un film con Alessandro Borghi, Valeria Golino, Valerio Mastandrea che si chiama ‘Nessun dolore’. Non so quando uscirà”. Tra le altre categorie, Margherita Spampinato ha vinto il David per il miglior esordio alla regia con “Gioia mia”, premio consegnato da Margherita Vicario, vincitrice dell’anno scorso con “Gloria!”.
Paul Thomas Anderson ha portato a casa il David per il miglior film internazionale con “Una battaglia dopo l’altra”. “La città proibita” di Gabriele Mainetti ha vinto per i migliori effetti visivi, con la supervisione di Stefano Leoni e la produzione di Andrea Lo Priore del team di Effetti Digitali Italiani. Il documentario premiato è stato “Roberto Rossellini – Più di una vita” di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti. Il David giovani è andato a “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini, che pure era in lizza per il miglior film. Assente invece Checco Zalone, che pure aveva presenziato all’incontro al Quirinale con Mattarella. Il suo “Buen Camino”, diretto da Gennaro Nunziante, ha vinto il premio dello spettatore, ma né l’attore né il regista erano presenti a Cinecittà. A ritirare il premio i produttori Giampaolo Letta (Medusa) e Marco Cohen (Indiana Production).
Il ricordo con l’In Memoriam
L’In Memoriam, accompagnato dalla voce di Francesca Michielin che ha cantato “Nessun grado di separazione”, ha reso omaggio a Claudia Cardinale, Lea Massari, Robert Redford, Brigitte Bardot, Pippo Baudo, Carlo Cecchi, Mauro di Francesco, Enrica Bonaccorti, Valentino, Robert Duvall, David Riondino, Alice e Ellen Kessler, Enrico Lucherini, Giorgio Gosetti, Roberto Russo, Gianni Quaranta. E, per la prima volta, spazio anche ai giornalisti scomparsi nell’ultimo anno.
La lista completa dei vincitori
MIGLIOR FILM
Le città di pianura – Prodotto da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter, per la regia di Francesco Sossai
MIGLIOR REGIA
Francesco Sossai per Le città di pianura
MIGLIOR ESORDIO ALLA REGIA
Margherita Spampinato per Gioia mia
MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Francesco Sossai e Adriano Candiago per Le città di pianura
MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia per Le assaggiatrici
MIGLIOR PRODUTTORE
Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, Con Rai Cinema, in Collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter per Le città di pianura
MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Aurora Quattrocchi per Gioia mia
MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Sergio Romano per Le città di pianura
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Matilda De Angelis per Fuori
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Lino Musella per Nonostante
MIGLIOR CASTING
Adriano Candiago per Le città di pianura
MIGLIORE AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Paolo Carnera per La città proibita
MIGLIORE COMPOSITORE
Fabio Massimo Capogrosso per Primavera
MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
“Ti” – Musica e testi di Marco Spigariol (in arte Krano) interpretata da Krano dal film Le città di pianura
MIGLIORE SCENOGRAFIA
Andrea Castorina, Marco Martucci per La città proibita
MIGLIORI COSTUMI
Maria Rita Barbera, Gaia Calderone per Primavera
MIGLIOR TRUCCO
Esmé Sciaroni per Le assaggiatrici
MIGLIOR ACCONCIATURA
Marta Iacoponi per Primavera
MIGLIORE MONTAGGIO
Paolo Cottignola per Le città di pianura
MIGLIOR SUONO
Presa diretta Gianluca Scarlata, Montaggio del suono Davide Favargiotti, Creazione suoni Daniele Quadroli, Mix Nadia Paone per Primavera
MIGLIORI EFFETTI VISIVI – VFX
Stefano Leoni, Andrea Lo Priore per La città proibita
MIGLIOR DOCUMENTARIO – PREMIO DAVID CECILIA MANGINI
Roberto Rossellini – Più di una vita di Ilaria de Laurentiis, Andrea Paolo Massara, Raffaele Brunetti
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Everyday in Gaza di Omar Rammal
DAVID GIOVANI
Le assaggiatrici di Silvio Soldini
MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
One Battle After Another (Una battaglia dopo l’altra)di Paul Thomas Anderson
DAVID DELLO SPETTATORE
Buen camino di Gennaro Nunziante
DAVID ALLA CARRIERA
Gianni Amelio
DAVID SPECIALE
Bruno Bozzetto
PREMIO SPECIALE CINECITTÀ DAVID 71
Vittorio Storaro



