Un giallo che finalmente ha la sua chiusura di indagini. Da quella mattina del 13 agosto del 2007 dove fu uccisa Chiara Poggi ad oggi sono passarti quasi venti anni e solo ora ha un nome e un cognome il killer della vittima. Mentre Andrea Stasi, il fidanzato della giovane trovata cadavere nella sua abitazione, sta scontando ancora 16 anni dietro alle sbarre, le indagini trovano la quadra e inchiodano l’amico del fratello della vittima: il 38 enne Andrea Sempio. Il copione secondo gli inquirenti sembra il classico dei classici: rifiuta l’approccio sessuale e colpisce la vittima. Lo fa con una violenza ed un’efferatezza tale che 18 anni dopo, prove alla mano, viene ritenuto unico colpevole. Ma perché tutto questo tempo per chiudere un giallo lungo quasi vent’ anni? Il fidanzato della vittima Stasi sulle prime viene interrogato fermato e accusato poi il copione si rivolta. Andrea Sempio uccise con crudeltà Chiara Poggi la mattina del 13 agosto del 2007 a Garlasco. È scritto nell’avviso di chiusura delle indagini notificato a Sempio e firmato dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dai pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano. Il 415 bis questo il documento che fa chiudere definitivamente le ultime indagini lunghe e complesse durate oltre un anno è identico all’invito a comparire notificato nei giorni scorsi all’indagato e che i magistrati gli hanno letto mercoledì 6 maggio durante l’interrogatorio in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere. I pm ricostruiscono così le presunte varie fasi dell’omicidio, asserendo che i colpi inferti sarebbero stati almeno 12 sulla base anche delle nuove analisi medico legali che individuano l’arma in un martello a coda di rondine e nella ricostruzione delle macchie di sangue e delle tracce di dna del killer sulle unghie della vittima. A seguito di questa azione e secondo le accurate ricostruzioni degli inquirenti, Sempio spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con altri 4-5 colpi causandole il decesso. Ricostruiti i fatti durante l’interrogatorio, unico neo rimane il quasi silente fratello della vittima Marco Poggi che sulle prime sembra quasi difendere l’amico colpevole dell’efferato gesto. Corruzione, amicizia copertura di qualche altro enorme dettaglio in questo intricato caso che ha tenuto letteralmente inchiodati magistratura, opinione pubblica e media nell’ultimo ventennio? Probabile. Speriamo non ci sia nessun sequel.



