Niscemi, atto secondo. Nel borgo in provincia di Caltanissetta, devastato dalla frana dello scorso gennaio, tutti gli immobili ricadenti nella zona rossa sono destinati alla demolizione e l’area sgomberata sarà mantenuta libera da edificazione. Il perimetro della zona rossa è in corso di definizione e di aggiornamento sulla base degli esiti delle attività di indagine geologica e geotecnica, di monitoraggio strumentale del territorio e studi di valutazione della pericolosità dell’area. Emerge dal piano degli interventi di demolizione degli edifici e concessione degli indennizzi elaborato dalla Protezione civile.
Si stima che per procedere alle demolizioni degli immobili saranno necessari circa 5 milioni e 800mila euro mentre per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti, saranno necessari all’incirca 15 milioni e 800 mila euro. Complessivamente saranno necessari 22 milioni per procedere alle demolizioni nella fascia di sicurezza di 50 metri. I cittadini da evacuare sono circa 500.
Secondo il documento, la mappatura potrà essere aggiornata o ridefinita con successivi atti, sulla base delle risultanze tecniche che emergeranno dalle attività di indagine e monitoraggio. Fino alla definizione della zona rossa, le disposizioni del piano di demolizione si applicano agli immobili ricadenti nelle aree individuate provvisoriamente come a elevata criticità, secondo le delimitazioni tecniche disponibili. Per quel che concerne i contributi per la delocalizzazione, la disponibilità di risorse, in attesa che vengano definiti in maniera puntuale i singoli contributi, è pari a 53 milioni di euro. Tutte le stime economiche, ovviamente, sono suscettibili di variazioni in relazione agli esiti delle attività definitive di perimetrazione dell’area interdetta e conseguentemente dall’identificazione degli edifici presenti all’interno della stessa, per ognuno dei quali dovrà essere sviluppata una specifica scheda identificativa. Dai contributi sono esclusi gli immobili privi di legittimità urbanistica, quelli abusivi e quelli che hanno già ricevuto eventuali contributi.
Sul piano è intervenuto il Comitato “Evento Franoso Niscemi 2026” che ha commentato il programma per gli interventi di demolizione degli edifici e della concessione degli indennizzi adottato dal commissario straordinario Fabio Ciciliano. «In quanto rappresentante dei cittadini di Niscemi colpiti dalla frana e perfettamente consapevole dei loro interessi e urgenti necessità, nonché conscio della complessa realtà immobiliare del territorio, il Comitato – si legge in una nota – reputa che il Programma approvato sia migliorabile da diversi punti di vista e considera assolutamente urgente che si intervenga a modificarlo. Il Comitato, riconoscendo pienamente i poteri e la competenza del Commissario Straordinario e consapevole che le modifiche alla legge non rientrano nelle prerogative commissariali, si rivolge al Commissario limitatamente agli ambiti in cui lo stesso dispone di poteri di deroga e di intervento in via amministrativa sulla procedura di concessione degli indennizzi e sull’attuazione del Programma approvato. Il Comitato sottolinea, in maniera particolare, che il termine indennizzo è giuridicamente più corretto di contributo per designare il ristoro dovuto a fronte della perdita coattiva di un bene immobile disposta nell’interesse pubblico. Chiede pertanto che tale termine sia adottato in tutti gli atti esecutivi del Commissario in sostituzione del termine contributo.
Il Comitato ha chiesto formalmente al commissario una serie di interventi “integrativi”. Intanto di adottare il termine indennizzo in sostituzione di contributo in tutti gli atti esecutivi. Quindi garantire la presenza di tecnici locali (ingegnere, architetto, geologo) in fase esecutiva dei lavori; estendere il “concetto di comune limitrofo” a tutta la regione Sicilia e prevedere le casistiche speciali con possibilità di indennizzo in denaro liquido; estendere l’indennizzo all’acquisto, alla ristrutturazione e all’adeguamento normativo dell’immobile in tutte le opzioni di scelta; includere gli immobili privi di sanatoria come destinatari degli indennizzi per non escludere le famiglie che hanno perso la casa; riconoscere un corrispettivo del 20% dell’indennizzo per l’acquisizione delle aree di sedime al patrimonio comunale; attivare una procedura di accatastamento straordinario per gli immobili non iscritti al catasto; includere nel calcolo dell’indennizzo le superfici esterne scoperte e i volumi tecnici al 60% del valore unitario; indicizzazione del parametro al valore corrente dei costi edilizi; cassare il criterio di calcolo dal valore “minore” e attenersi al costo convenzionale dell’immobile originario perduto; anticipare l’erogazione dell’indennizzo (in acconto) rispetto alla stipula del rogito; definire un massimale del 30% per le spese accessorie, con particolare attenzione alle famiglie che hanno perso tutto; avviare la revisione del Piano Regolatore in deroga, come previsto dai poteri Commissariali.
Dal 13 maggio è aperta anche la piattaforma Irfis per la presentazione delle domande relative alla misura del Fondo Sicilia destinata alle imprese colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi. L’intervento, promosso dalla Regione Siciliana attraverso il Fondo Sicilia, punta a sostenere la ripresa economica e produttiva delle attività danneggiate attraverso un sistema integrato di agevolazioni che combina finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto.



