Trump in Cina: tra diplomazia e accordi commerciali all’ombra dell’Europa

giovedì, 14 Maggio 2026
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Un incontro che sa di manuale di storia, dopo 9 anni un presidente americano sbarca a Pechino e lo fa in pompa magna incontrando il suo omonimo cinese che a quanto pare lo accoglie in grande stile. Complimenti, accordi, strette di mano, un fair play degno del migliore cerimoniale di Stato. Trump stringe alleanze politiche ed economiche e approfitta della tappa cinese per riaprire un confronto tra Cina e Usa dopo ani di tensioni strategiche e alla luce dei nuovi smottamenti bellici e geopolitici. Il leader cinese da parte sua ha evocato la: “Trappola di Tucidide” durante il lungo discorso di benvenuto al presidente Trump invitandolo a evitare il conflitto tra superpotenze. L’inquilino della Casa Bianca a margine dell’incontro ha definito Xi un grande leader e ha ribadito la volontà di rafforzare i rapporti economici. Sul tavolo restano però dossier delicati come Taiwan, Iran e guerra commerciale. Il summit di Pechino, è stato costruito attorno ad una parola chiave condivisa da entrambe le delegazioni: stabilità. Xi ha accolto Trump con una lunga stretta di mano ai piedi della grande scalinata del palazzo davanti alle telecamere internazionali. La banda ha eseguito gli inni nazionali mentre i due leader passavano in rassegna le truppe e salutavano gruppi di bambini con bandierine americane e cinesi. Attorno al tavolo del summit schierata tutta la crème della delegazione a stelle e strisce. Alla sinistra di Trump il segretario di Stato Marco Rubio, mentre alla destra sedeva l’ambasciatore Usa in Cina David Perdue. Presenti anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer e Stephen Miller. Dietro la delegazione politica c’erano inoltre gli amministratori delegati di alcune delle più grandi aziende americane. La volontà di Donald è quella di mettere la firma e la faccia su accordi economici strategici? Assolutamente si. Tra le società rappresentate figuravano Apple, Nvidia, Boeing, Meta, BlackRock e Goldman Sachs. Il jet set a livello di economia mondiale. Ma alle spalle dell’accordo? Un Europa sempre più grigia, affossata e spaventata dal timore che le due super potenze sull’asset strategico commerciale e politico si stanno spartendo il mondo in un anno il 2026 che sicuramente segnerà un passo importante per le relazione di pace e bilaterali tra le due superpotenze.

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