Flotilla, Carotenuto e Mantovani arrivati in Italia: «Pestati e trattati come criminali». Gli avvocati: «Violenza estrema sugli attivisti»

giovedì, 21 Maggio 2026
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Flotilla

«Mi hanno tenuto per sei ore in una stanza con l’aria condizionata a 17 gradi sparata in faccia, seduto su una sedia. E questo è stato il trattamento di “favore” che mi hanno riservato. Poi mi hanno portato in aeroporto con le manette alle mani e ai piedi, facendomi passare davanti a tutti come se fossi un criminale». È il racconto, drammatico, del deputato del M5s Dario Carotenuto, che era tra gli italiani sulla Flotilla abbordata da Israele, appena sbarcato a Fiumicino. «Non ho visto il video di Ben Gvir, non avevo strumenti per vederlo – ha aggiunto quasi in lacrime – ma Ben Gvir è un ministro di Netanyahu e dunque rappresenta il governo di Israele. Un governo che ha un disegno, che è il “grande Israele” e che va avanti da ben prima del 7 ottobre».

Stessa sorte è toccata anche al giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani, atterrato a Fiumicino insieme a Carotenuto: «Sono stato portato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv con le manette e le catene alle caviglie. Durante la perquisizione mi hanno strappato di dosso la cerata e mi hanno tolto i pantaloni dove custodivo il portafogli con i documenti che non mi hanno restituito. La marina israeliana ci ha sparato due volte con proiettili non so di che tipo sulla barca prima di salire a bordo».

Carotenuto ha fornito altri particolari del suo racconto: «Mi hanno ammanettato, hanno fatto di tutto. E io da quella panic-room sono uscito in piedi, uno è stato portato in infermeria con delle lesioni interne, c’erano persone bendate, chi con delle fratture, traumi cranici, violenza sessuale, anziani torturati. Ci davano le scarpe in mano così non potevamo neanche difenderci e c’erano tre energumeni che dicendo “Welcome to Israel” ci picchiavano selvaggiamente. A un certo punto ci hanno chiamato per numero ci hanno divisi, io lo ho ancora al polso il 147, erano con i mitra spianati contro di noi, avevamo le mani alzate, ci hanno chiesto di avanzare e poi ci hanno chiesto di girarci. Sono stati forse i secondi più lunghi della mia vita, dopodiché ci hanno preso per il collo e ci hanno diviso e da quel momento in poi non ho saputo più niente dei miei compagni di viaggio». Ha poi aggiunto: «In questi giorni ho sentito l’unità di crisi della Farnesina li voglio anche ringraziare perché hanno fatto tutto quello che potevano. Quello che penso è che la politica non fa abbastanza, che i governi non fanno abbastanza, che questi ragazzi sono lì perché i governi non fanno abbastanza, che stanno rischiando la loro vita perché i governi non fanno abbastanza: questa è la verità. Io penso che tutti i governi, tutte le istituzioni dovrebbero cogliere questo messaggio di pace e di speranza per un futuro migliore, perché quello che stiamo offrendo è solo una prospettiva di guerra, invece questi ragazzi stanno veramente piantando semi di pace».

La compagnia di bandiera turca Turkish Airlines ha inviato tre dei suoi aerei all’aeroporto di Eilat-Ramon nel sud di Israele per evacuare gli attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati. Si prevede che la loro evacuazione avverrà oggi e tutti saranno prima portati in Turchia e successivamente trasferiti in aeroporti di altri Paesi. Secondo le informazioni riportate dal quotidiano turco, gli attivisti sono in tutto 428, di cui 78 turchi, e dopo essere giunti ieri al porto di Ashdod sono stati poi trasferiti nel carcere di Ketziot mentre è previsto che gli aerei con gli attivisti arrivino all’aeroporto nella serata del 21 maggio alle 18 ora locale, le 17 in Italia. Tale pratica è già stata utilizzata l’anno scorso per gli attivisti arrestati provenienti da una delle flottiglie dirette a Gaza. La Turchia è stata tra i numerosi Paesi che hanno condannato fermamente il trattamento riservato agli attivisti, dopo che il ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir ha diffuso un video che li mostrava con le mani legate, vantandosi di aver “accolto così i sostenitori del terrorismo”. La Turchia ha ufficialmente interrotto i rapporti commerciali con Israele durante la guerra di Gaza e i politici israeliani la definiscono spesso un Paese ostile.

Da alcuni avvocati che assistono la Flotilla emergono ulteriori notizie: «Il nostro team ha raccolto un gran numero di denunce di violenza estrema, che rivelano un nuovo modello di abusi fisici deliberatamente utilizzato dalle autorità israeliane. Queste violenze hanno causato ferite gravi e diffuse, inclusi almeno tre casi di persone ricoverate in ospedale e successivamente dimesse. Gli avvocati hanno documentato decine di partecipanti con sospette fratture alle costole e conseguenti difficoltà respiratorie. Le testimonianze indicano inoltre un uso frequente di taser contro i partecipanti, così come ferite provocate dall’uso di proiettili di gomma durante l’intercettazione delle imbarcazioni della flottiglia e sulla nave militare sulla quale sono stati trasferiti».

L’equipaggio della Global Sumud Flotilla ha rilasciato dalla prigione di Ktziot un comunicato nel quale sostiene che lo sforzo della Flotilla e delle mobilitazioni in corso, la pressione esercitata sui governi europei stanno mettendo in moto la macchina diplomatica. «Continuiamo intanto la mobilitazione e la pressione nelle giornate che avanzano. Gli accadimenti di questi giorni segnano una larga denuncia a quella che si autodefinisce quale “unica democrazia del Medioriente”. Non bastano azioni di condanna formale o intermediazioni diplomatiche, né tanto meno critiche a Ben Gvir, che sembrano ora giustificare le azioni violente del regime terrorista di Netanyahu».

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