Il cancelliere tedesco Friedrich Merz alza l’asticella sulla politica estera di Berlino. Parole forti le sue quando ha detto di volere l’Ucraina associata all’Unione Europea aggiungendo che la Germania è pronta a guidare la NATO in Europa. Un segnale politico chiaro secondo gli analisti e gli esperi di politica internazionale. Da un lato c’è l’adesione alla linea di sostegno a Kiev, con l’obiettivo di avvicinarla alle strutture europee senza forzare subito un allargamento a pieno titolo. Dall’altro c’è la rivendicazione di un ruolo di leadership militare per la Germania, in un momento in cui Washington chiede agli alleati europei di assumersi maggiori responsabilità sulla difesa del continente. Merz lega i due piani: più integrazione per l’Ucraina significa più sicurezza per l’UE, e per farlo serve una Germania che investa e comandi all’interno dell’Alleanza Atlantica. Le parole di Merz inoltre segnano la volontà di chiudere con la prudenza della Germania degli ultimi 20 anni. Berlino vuole presentarsi come pilastro politico e militare dell’Europa, colmando il vuoto che potrebbe lasciare un eventuale disimpegno americano. Associare Kiev all’Unione Europea è una mossa più che strategica molto pragmatica e anche di sapore logistico: mantiene aperta la prospettiva europea per l’Ucraina, rassicura i paesi dell’Est, ma evita lo scontro immediato con Mosca e con gli Stati membri più cauti sull’allargamento. Il nodo resta anche operativo. Guidare la NATO in Europa richiede budget alla difesa più alti, una base industriale militare in grado di reggere, e consenso interno in un paese ancora segnato dal retaggio del secondo dopoguerra. L’annuncio di Merz è politico: la prova sarà nei soldi stanziati, negli ordini all’industria e nella capacità di coordinare le forze europee. Se Berlino riuscirà nell’intento e soprattutto a passare dalle parole ai fatti, il baricentro della sicurezza europea si sposterà davvero verso est.Sarà fattibile? Sarà una chimera o pure ci porterà indietro nel tempo? Dubbi leciti per ora Merz sembra convinto a timonare il Vecchio Continente che non vuole piegarsi più a nessuna alleanza oltreoceano.



