Flotilla, attivisti bloccati in Libia: “Verifiche in corso”. Herzog condanna violenze

lunedì, 25 Maggio 2026
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L’Unità di crisi della Farnesina ha avviato verifiche sulla vicenda di un gruppo di attivisti della Global Sumud Flotilla bloccati in Libia durante una missione terrestre diretta verso Gaza. Dieci persone, tra cui due cittadini italiani, sarebbero state bloccate a Sirte da miliziani affiliati al generale Khalifa Haftar e potrebbero essere finite agli arresti. I due connazionali sono il pugliese Domenico Centrone, originario di Molfetta, e la piemontese Dina Alberizia.

Flotilla attivisti bloccati in Libia, contatti interrotti a Sirte

“Abbiamo perso i contatti con loro a Sirte”, ha dichiarato Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla. “Secondo quanto ci risulta finora, potrebbero essere stati arrestati”, ha aggiunto. Il convoglio era composto da circa duecento persone, sette ambulanze e dieci camion umanitari con l’obiettivo di aprire un varco umanitario attraverso la Cirenaica verso la Striscia di Gaza.

Secondo quanto riferito dagli attivisti, il gruppo procedeva “pacificamente” e nel rispetto del diritto internazionale, ma le trattative con le autorità della Libia orientale per ottenere un passaggio sicuro erano in stallo. Una delegazione di dieci persone, con due auto e un’ambulanza, si sarebbe diretta verso un checkpoint per negoziare con le autorità locali. Da quel momento, dopo l’interruzione della diretta streaming, non si avrebbero più avute notizie del gruppo.

Le parole di Herzog sulle violenze contro gli attivisti

Nella giornata di ieri il presidente israeliano Isaac Herzog è intervenuto sulla questione degli attivisti durante la cerimonia di un premio a Gerusalemme. “Un processo terribile di imbestialimento si sta infiltrando. Rischia di intaccare l’intera società”, ha proclamato Herzog, denunciando “la terribile ondata di aggressioni perpetrate da bande senza legge” contro i palestinesi in Cisgiordania. Il riferimento è alle violenze subite dagli attivisti della Global Sumud Flotilla, catturati in acque internazionali e trasferiti al porto di Ashdod prima dell’espulsione. Herzog ha condannato “gli atti brutali compiuti da un pugno di persone convinte che i detenuti o i sospetti non abbiano diritti umani”.

Le parole del presidente hanno suscitato la reazione del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir: “Un presidente che definisce bestie centinaia di migliaia di cittadini non è degno della carica”, ha dichiarato. Ben-Gvir aveva diffuso un video in cui, circondato da guardie, umiliava i partecipanti alla flotta che cercava di rompere il blocco navale alla Striscia di Gaza. Le dichiarazioni di Herzog sono state accolte positivamente dalla presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi, che le ha definite “un bene per tutti, in primis per Israele”.

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