L’Italia rischia l’emarginazione dal G7 e dall’Europa a causa delle politiche del governo Meloni. L’allarme arriva dal presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, intervenuto oggi al “Sustainability Phygital Expo” ai Mercati di Traiano a Roma. Secondo Conte, il Paese è diventato il più esposto alla vulnerabilità energetica in Europa e le previsioni di crescita lo collocano all’ultimo posto tra i Paesi del G20 nel 2027. Il leader pentastellato ha anche espresso la sua opinione sul Nucleare, proprio oggi che alla Camera è stata approvata la Legge Delega fortemente voluta dal governo che ha scatenato dure reazioni dalle opposizioni.
Conte il video dell’intervento al “Sustainability Phygital Expo” con l’attacco a Meloni
“Oggi ci ritroviamo a essere il Paese europeo più esposto alla vulnerabilità energetica”, ha dichiarato Conte. “Siamo rimasti incartati sul GNL e ci siamo ritrovati a comprarlo a carissimo prezzo dagli Stati Uniti, dipendiamo dal Qatar e dagli altri Paesi del mondo che ce lo possono offrire”.
Secondo il leader pentastellato, l’unica strada percorribile era “continuare con la transizione ecologica e il Green Deal, che non è ideologico ma pragmatico e concreto”. “Invece, quando Meloni parlava di ‘transizione ideologica’ e la contrastava, hanno iniziato a dismettere gli investimenti nelle rinnovabili”, ha attaccato l’ex premier.
“Noi abbiamo creduto per primi e convintamente nelle comunità energetiche e nell’autoconsumo come strumenti e prospettive strutturali per garantirci una maggiore sicurezza energetica”, ha spiegato Conte. “Se tu contrasti tutto questo senza avere una soluzione, e la tua unica via è ‘dobbiamo fare dell’Italia un hub del gas’, sposi in modo inconsapevole una strategia politica suicida”.
“L’Ocse l’altro giorno ha decretato che nel 2027 noi saremo l’ultimo dei Paesi del G20 a livello mondiale per crescita”, ha continuato Conte. “In Europa, con una media di crescita dell’1,4%, noi saremo all’ultimo posto. Con altri cinque anni di Meloni saremo completamente emarginati da tutto, dall’Europa e dal mondo, e rischiamo di uscire dal G7”.
“L’Europa le ha teso una polpetta avvelenata, accompagnando questo vincolo con sei raccomandazioni che distruggono completamente quattro anni di governo”, ha proseguito il leader M5S. “In pratica l’Europa dà uno schiaffo pazzesco all’Italia perché dice: ‘innanzitutto continuate a spendere sulle armi e adesso vi concediamo solo investimenti sulle rinnovabili’. Meloni canta vittoria e fa dei video che a me sembrano assurdi”.
Una bocciatura della commissione per l’Italia che la premier prova a mascherare: “Dall’Europa le stanno dicendo: ‘guardate che i vostri salari reali ormai sono insostenibili perché sono bassissimi; sulla scuola gli insegnanti prendono poco; c’è una povertà assolutamente diffusa; e sulla giustizia la giustizia è ancora lentissima. Un governo dovrebbe parlare in modo concreto guardando in faccia la realtà: se non ti confronti con la realtà, non puoi elaborare politiche e strategie per risolvere i problemi”.
“Quando arriveremo al bilancio finale del PNRR, temo che il giudizio complessivo non sarà affatto positivo – + invece il pensiero sui fondi PNRR – Ottenere quelle risorse dall’Europa è stato estremamente difficile, a causa della forte diffidenza verso la capacità di spesa della nostra amministrazione e sulla reale volontà di realizzare le riforme strutturali”.
“Una transizione che non è solo un risparmio in bolletta per le famiglie, ma un volano di competitività e innovazione per le aziende, esattamente come ha fatto la Spagna, che oggi cresce molto più di noi”, ha sottolineato l’ex premier. “Il governo attuale, invece, in campagna elettorale si diceva pronto ma si è dimostrato del tutto inadeguato, finendo per stravolgere il piano con continue rimodulazioni”.
Sul Superbonus, Conte ha precisato: “Questo governo, dopo aver continuato a modificare e dilatare le norme da Draghi in poi senza saperlo gestire, oggi ne contesta i costi ma omette di dire che grazie a quegli incentivi e alla crescita che hanno generato si sono pagati tutte le leggi di bilancio fatte finora”. “Non sono stati in grado di elaborare una sola misura strutturale per lo sviluppo”, ha concluso.
La posizione sul nucleare
“Non ho un approccio ideologico sul nucleare”, ha dichiarato Conte invece sul Nucleare dopo che la Camera proprio questa mattina ha approvato la legge delega “È vero che in passato c’è stato un referendum che ha espresso un chiaro ‘no’, ma da allora il mondo è cambiato e oggi questo tema va valutato con estremo pragmatismo. Personalmente sono favorevole alla fusione nucleare, una prospettiva che dobbiamo assolutamente abbracciare”.
“In questo momento l’esecutivo è andato completamente in tilt a causa dei costi energetici fuori controllo e ha messo in campo la legge delega sul nucleare, ma non sta parlando di fusione, bensì di fissione”, ha sottolineato il presidente M5S. “Al contrario, dovremmo investire subito e con forza sulla fusione per non rischiare, come sempre, di arrivare in ritardo su tutto”.
“Il governo non investe sulla fusione, preferisce parlare di fissione. Questo nucleare non rappresenta affatto il futuro, bensì il passato e, come è sempre accaduto, nessuno accetterà mai di averlo vicino a casa propria”, ha concluso Conte.



