Erri De Luca fuori da Salerno Letteratura dopo le sue dichiarazioni su Israele e Gaza. Lui: «Il Festival si è escluso da me…»

giovedì, 4 Giugno 2026
1 minuto di lettura
De Luca

«Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me…». Usa l’ironia lo scrittore napoletano Erri De Luca per commentare la decisione della direzione artistica di Salerno Letteratura di escluderlo dall’evento che comincerà il 13 giugno.

I fatti. La prolusione in un primo momento avrebbe dovuto tenerla De Luca, autore molto letto e altrettanto amato. «Ma quel momento – ha spiegato il condirettore artistico Gennaro Carillo al Mattino – implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze, i morti civili di Gaza – la prolusione è l’atto che apre il festival e in un certo senso ne detta la linea. Per questo abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria, anche per evitare strumentalizzazioni. Non c’è alcuna censura: De Luca era invitato comunque, seppure in altra sezione, ma ha preferito declinare».

All’origine dello strappo le riflessioni che, lo scorso 26 maggio, De Luca aveva espresso in un’intervista all’Ansa. «Sionismo è diventato un termine dispregiativo per la politica di Israele. Invece per me è quel movimento politico che ha operato per la costituzione dello Stato di Israele. Sionista è chi crede a questo diritto. Chi parla di una soluzione a due Stati riconosce che uno di questi è Israele. Sionismo non è espansionismo, che invece lo tradisce», aveva detto De Luca ribadendo poi la sua contrarietà a utilizzare il termine genocidio per Gaza. «Non uso questo termine per definire la distruzione di vite umane in un conflitto che si svolge dentro centri abitati. A Gaza, la popolazione civile è stata continuamente spostata, costretta a essere profuga. Un genocidio l’avrebbe lasciata sul posto. Oppure estendiamo la parola genocidio alle battaglie di Rakka, Mosul, Mariupol, Aleppo».

L’Unione delle Comunità ebraiche italiane «sente l’obbligo morale di dare il suo sostegno e la sua solidarietà all’autore», ha detto la presidente dell’Ucei Livia Ottolenghi: «Stiamo assistendo a una progressiva normalizzazione dell’odio verso le persone di religione ebraica e verso chi le difende o, più semplicemente, denuncia una polarizzazione che attraversa il dibattito pubblico».

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.