La presunta violenza al Senato, Silvestro: «Mi spiace, le mie parole inopportune». La Russa avvia gli accertamenti del caso

lunedì, 8 Giugno 2026
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forza italia

La notte porta consiglio e il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro si scusa per il tono utilizzato durante il colloquio con Repubblica in riferimento alla denuncia nei suoi confronti di violenza sessuale da parte di un’imprenditrice. «Mi sono anche dichiarato pronto, da subito, a fornire tutti i chiarimenti necessari. Mi scuso, e lo ripeto, per espressioni che credevo colloquiali, considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità».

Silvestro insomma fa capire che certe argomentazioni durante l’intervista al quotidiano hanno avuto una sorta di effetto preterintenzionale. Tuttavia, la vicenda non finisce qui, la denuncia farà il suo corso, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha avviato gli accertamenti del caso.

La donna ha infatti ribadito le sue accuse: «Non sono una persona mediatica, non amo i social, non faccio esibizione del mio privato e questa storia mi fa solo stare male, ma quello che è uscito è la pura verità. Non voglio intralciare il lavoro dei magistrati né gettare la mia vita nel tritacarne, ma non pensavo di dover affrontare, dopo la violenza, anche il dileggio».

L’episodio arriverà presto al vaglio della magistratura, ma intanto fioccano le reazioni che sono di tenore diverso anche all’interno della stessa coalizione di governo.

«Nella stanza di un senatore o di un deputato entrano tante persone continuamente. Mi pare curioso che uno possa scegliere il proprio ufficio in Parlamento se vuole molestare qualcuno – commenta la deputata di Forza Italia, Rita Dalla Chiesa – non c’è privacy: ci sono i collaboratori, il viavai, le telecamere nei corridoi. Non è una casa, sono spazi molto frequentati e può affacciarsi chiunque all’improvviso, da un ministro al presidente del Consiglio, anche solo per fare una domanda. Mi sembra tutto così fumoso».

E sulle affermazioni di replica del parlamentare nei confronti dell’imprenditrice che lo accusa commenta: «Non è stato affatto gentile se ha pronunciato parole simili. Tutto il resto però è da verificare. Non è stato un cavaliere o un gentiluomo, si valuta da sola una dichiarazione del genere; forse sarà stato incavolato perché la vicenda stava diventando pubblica. Come donna, mi piacerebbe molto che si scusasse per quella battuta assolutamente infelice».

Decisamente molto più severa Souad Sbai, responsabile nazionale Dipartimento Pari Opportunità della Lega: «Questa notizia non si può leggere senza indignazione, a maggior ragione rispetto a qualcosa che non richiede alcun processo per essere giudicato: le parole con cui il senatore Francesco Silvestro ha risposto alla denuncia. “Io sono un bel ragazzo, lei è una signora normale”. Questa affermazione non è solo offensiva e gravissima, ma è la sintesi di una mentalità che considera la credibilità di una donna vittima di violenza proporzionale all’avvenenza fisica. È la stessa cultura che per decenni ha fatto sì che le donne non fossero propense a denunciare, sapendo che sarebbero state messe sotto processo al posto dei loro aggressori. Esprimo la mia piena e incondizionata solidarietà alla donna che ha avuto il coraggio di denunciare, affrontando, secondo quanto riportato, anche pressioni e intimidazioni per spingerla al silenzio. A lei va tutto il mio rispetto e la mia vicinanza umana e istituzionale. La politica deve essere un luogo di servizio, missione e senso di responsabilità, non certo di impunità. Gli uffici parlamentari non sono zone franche».

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