Energia, asse Meloni-Merz per la revisione della Direttiva Ets. E Farage: «La premier ha fatto bene a non andare a Londra»

martedì, 9 Giugno 2026
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Meloni

Meno male che c’è Merz. Con il riverbero ancora nelle orecchie delle polemiche dell’opposizione sulla mancata partecipazione dell’Italia al vertice di Londra con Zelensky, Giorgia Meloni si concentra su un’altra priorità globale facendo asse con il cancelliere tedesco con il quale intrattiene il più proficuo e strutturato rapporto d’interessi economici e geopolitici reciproci rispetto agli altri leader continentali.  

In vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno e tenuto conto dei più recenti sviluppi in Medio Oriente, la premier italiana, il suo omologo tedesco e il primo ministro belga Bart De Wever hanno ospitato una riunione in videoconferenza del gruppo di lavoro informale sui temi della crisi energetica e della competitività europea, inaugurato in occasione del ritiro dei Leader ad Alden Biesen dello scorso 12 febbraio. Hanno preso parte alla videoconferenza la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e i leader di Austria, Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Spagna e Svezia. La discussione si è in primo luogo concentrata sull’attuazione delle Conclusioni in tema di competitività del Consiglio Europeo di marzo, a partire dalla riduzione dei prezzi dell’energia e dalla semplificazione amministrativa. La Meloni ha ribadito la necessità di uno sforzo straordinario, sia a livello nazionale sia europeo per contrastare gli effetti di breve e medio termine della crisi energetica. La premier si è soffermata sulla necessità che la prevista proposta di revisione della Direttiva ETS (il sistema per lo scambio di quote di emissione), attesa entro il prossimo luglio, si concentri sulla mitigazione del suo impatto sui prezzi dell’energia, sulla riduzione della volatilità delle tariffe e sull’eliminazione degli effetti asimmetrici sugli Stati membri.

«Abbiamo avuto un’ottima conversazione sulla competitività con i leader in vista del prossimo Consiglio europeo. Il lavoro inizia a casa nostra. Riducendo i costi energetici e semplificando la vita alle imprese in tutta Europa, ma non finisce qui – ha commentato Ursula von der Leyen – gli squilibri e le sovraccapacità nel commercio globale pongono delle sfide. Le affronteremo direttamente al Consiglio europeo. Diamo priorità alla collaborazione, restiamo aperti al dialogo e difendiamo i nostri interessi».

Sempre a proposito dell’assenza della premier Meloni a Londra, c’è chi invece la giustifica. Anzi l’apprezza. Il leader di Reform Uk, Nigel Farage, ha dichiarato che la presidente del Consiglio di cui si dichiara “grande ammiratore” abbia fatto bene a non partecipare all’incontro con i leader di Regno Unito, Francia, Germania e Ucraina. «Questi vertici continuano a farli e ripeterli raggiungendo praticamente nulla. Sono soltanto gli inglesi e francesi che mostrano le loro virtù al mondo, non c’è nulla di solido che sia mai stato deciso, quindi la Meloni ha fatto bene a non andarci – ha detto Farage nel corso di un’intervista a “Quarta Repubblica” – negli anni ho lavorato nel Parlamento europeo con il Movimento 5 stelle, non è stato facile e ho lavorato con la Lega, ma devo essere onesto, io sono un grande ammiratore di Giorgia Meloni. Penso che lei abbia portato una grande stabilità alla politica italiana e ha migliorato la reputazione dell’Italia sul palcoscenico mondiale. Analogamente in Francia, penso che Jordan Bardella diventerà il prossimo presidente, ho ottimi rapporti anche con lui».

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