Un grave episodio di violenza avvenuto a Belfast ha innescato proteste anti-immigrazione e disordini che si stanno estendendo dall’Irlanda del Nord ad altre aree del Regno Unito. Traffico paralizzato, edifici evacuati, mezzi incendiati e un massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine hanno segnato una giornata di forte tensione. Al centro della vicenda c’è l’aggressione a un uomo di circa 40 anni, ricoverato in ospedale in condizioni gravi dopo essere stato accoltellato in strada. L’autore dell’attacco, un richiedente asilo originario del Sudan secondo quanto riferito dalle autorità, è stato incriminato con l’accusa di tentato omicidio.
Un video diffuso sui social media mostra l’aggressore mentre colpisce ripetutamente la vittima già a terra. Secondo numerosi osservatori, l’uomo avrebbe tentato di decapitarla. L’intervento di alcuni passanti si è rivelato decisivo per fermare l’assalitore prima dell’arrivo della polizia.
Proteste e scontri nelle strade
L’episodio ha provocato una forte reazione popolare. A Belfast gruppi di manifestanti hanno preso di mira edifici che ospitano migranti, mentre nelle strade sono stati segnalati autobus e veicoli in fiamme, barricate improvvisate e lanci di oggetti contro le forze dell’ordine.
Le autorità hanno dovuto evacuare alcuni edifici e rafforzare i controlli nelle zone più sensibili della città. Le immagini degli scontri hanno rapidamente fatto il giro del Paese, alimentando il dibattito sull’immigrazione e sulla gestione del sistema d’asilo.
Il dibattito politico
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha condannato gli episodi di violenza, definendoli «ripugnanti» e ribadendo che non vi sarà alcuna tolleranza per disordini e atti intimidatori. Dall’opposizione sono arrivate critiche al governo. La leader conservatrice Kemi Badenoch ha accusato Starmer di limitarsi alle dichiarazioni senza adottare misure concrete, mentre il leader di Reform UK Nigel Farage ha chiesto la pubblicazione immediata dell’identità dell’aggressore.
Nel tentativo di contenere le speculazioni circolate online, il capo della polizia dell’Irlanda del Nord, Jon Boutcher, ha reso noti alcuni dettagli sul percorso migratorio del sospettato. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe arrivato in Francia nel 2023, per poi raggiungere Dublino e successivamente Belfast, dove avrebbe ottenuto un permesso di soggiorno legato alla richiesta di asilo.
Gli appelli alla calma
La vicepremier nordirlandese Emma Little-Pengelly ha invitato la popolazione a manifestare pacificamente, sottolineando che la violenza rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Anche la ministra della Giustizia Naomi Long ha condannato i disordini, affermando che non c’è spazio per gruppi violenti e mascherati che minacciano le comunità locali e ostacolano il lavoro delle forze dell’ordine.
Tensione anche in Scozia e Inghilterra
Le proteste non sono rimaste circoscritte a Belfast. In Scozia, la polizia è intervenuta a Glasgow e Edimburgo per gestire manifestazioni contro l’immigrazione, mentre a Southampton, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, sono stati segnalati ulteriori episodi di tensione.
Le autorità britanniche restano in stato di allerta, preoccupate che la rabbia suscitata dall’aggressione possa alimentare nuovi scontri nelle prossime ore.
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