I Mondiali 2026 si sono aperti nel segno dello spettacolo allo storico Stadio Azteca di Città del Messico, teatro della prima cerimonia inaugurale della Coppa del Mondo più grande di sempre.
Ad accendere il pubblico è stata soprattutto Shakira, tornata ancora una volta protagonista del Mondiale.
Dopo il successo senza tempo di “Waka Waka”, la popstar colombiana ha presentato dal vivo “Dai Dai”, il nuovo inno ufficiale della competizione, accompagnata dalla star nigeriana Burna Boy. Una performance che ha trasformato l’Azteca in una gigantesca festa a cielo aperto.
Ma c’è stato anche spazio per l’Italia.
Uno dei momenti più emozionanti della serata è stato infatti quello affidato ad Andrea Bocelli, protagonista dell’esecuzione di “DNA”, l’altro brano simbolo del torneo. La sua voce ha portato eleganza e intensità in una cerimonia dominata da colori, coreografie e grandi effetti scenici.
Lo spettacolo ha celebrato la cultura messicana attraverso danze tradizionali, richiami alla civiltà azteca e la partecipazione di alcuni dei più importanti artisti latinoamericani, da Manà a Belinda, passando per Danny Ocean e Los Ángeles Azules. Un viaggio tra musica, tradizione e innovazione che ha dato il via a un Mondiale destinato a entrare nella storia. 
Dietro la regia dell’evento c’è inoltre un altro nome italiano: Marco Balich, già autore di alcune delle più grandi cerimonie internazionali degli ultimi anni. Una firma che ha contribuito a trasformare l’inaugurazione in uno show globale capace di unire sport, spettacolo e identità culturale.
Tra musica, emozioni e scenografie spettacolari, il Mondiale 2026 è ufficialmente iniziato. E ancora una volta, tra le stelle del calcio e quelle della musica, c’è stato anche un po’ d’Italia.



